Glossario del Legno

Cerca nel glossario (espressione regolare permessa)
Inizia con Contiene Termine esatto Foneticamente simile
Tutto A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Termine Definizione
segheria
Opificio ove si pratica la segagione del legno. Le dimensioni e l'organizzazione interna delle s. variano a seconda delle caratteristiche e della quantità del legname da lavorare, nonchè della situazione topografica e dell'energia disponibile. Per le condizioni italiane le macchine essenziali di una s. sono le seguenti: una intestatrice per regolarizzare le estremità dei tronchi, data da una alternativa a lama libera, oppure da una sega a catena; una sega cosiddetta di testa per lavorare i tronchi per il lungo, cioè per ottenerne travi a spigolo vivo o tavole di diverso spessore: essa può essere alternativa (preferibilmente multilame) o a nastro; una refilatricea disco per regolarizzare i bordi laterali delle tavole. Spesso si ha poi ancora un rifendino a nastro per ottenere da grossi squadrati o tavoloni spessi tavole più sottili, nonchè una piallatrice per la spianatura delle tavole, poi una sega circolare a pendolo per ridurre a voluta lunghezza i cascami, ecc. Oltre alle macchine di lavorazione sopra elencate, al motore necessario e alle relative trasmissioni, la s. deve avere un reparto per l'affilatura delle lame, un locale per i cascami ed un impianto di aspirazione della segatura e dei trucioli dalle macchine, un ufficio, un pronto soccorso e una mensa ritrovo per gli operai, con relativo spogliatoio. All'esterno della s. devono poi essere opportunamente sistemati il piazzale di arrivo dei tronchi e il piazzale di deposito dei segati prodotti.
segnatoio
La punta sporgente di un graffietto, costituita in genere da un chiodo appuntito: a volte può essere una piccola lama, come nel graffietto per tagliare.
segone
Sega di grande dimensione per lavori di abbattimento e depezzamento alberi, munito di due manichi di estremità. Il tipo più diffuso in Italia ha il bordo anteriore dentato al quanto convesso (o a pancia) con dentatura a triangoli isosceli, intervallati o non, oppure all'americana, e cioè con un dente piallante intercalato ogni 2 o 4 denti taglianti (a seconda che deve servire per legno duro o tenero).
select & better
Indicazione commerciale usata in Malesia e Borneo per indicare una categoria di segati corrispondente all’incirca alla prima qualità del commercio europeo e al F.a.S. dell’Africa Occidentale.
selected
Termine inglese col quale nel commercio internazionale dei legnami si indicano le qualità migliori, od anche, più specificatamente per le latifoglie, una determinata scelta.
selva
Voce usata in Toscana, assai più raramente nelle altre regioni, per indicare un bosco di notevole estensione: particolarmente poi un castagneto da frutto.
selvicoltura
Scienza che si occupa della coltura razionale delle foreste e che abbraccia quindi un campo scientifico non soltanto vastissimo di per sè, ma necessariamente collegato a molte altre discipline, quali la botanica, l'assestamento, l'ecologia, la tecnologia forestale, la pedologia, la patologia, e la zoologia forestale, l'economia, il diritto, ecc. La s. si occupa specificatamente dei seguenti argomenti principali: interdipendenza tra foresta ed ambiente, evoluzione della foresta sia dovuta a pure cause naturali sia dovuta all'azione antropica, governo e trattamento dei boschi, operazioni colturali, rinnovazione artificiale, coltura dei vivai, esecuzione dei rimboschimenti, caratteri colturali, comportamento ed esigenze delle singole specie forestali. Per gli studi e le ricerche nel settore della selvicoltura oltre alla omonima Cattedra ed Istituto presso la Facoltà Agrario Forestale dell'Università di Firenze, alla Cattedra di Selvicoltura presso la Facoltà Agraria di Padova, e ai Corsi tenuti presso le altre Facoltà di Agraria, esiste in Firenze una Stazione Sperimentale di Selvicoltura creata nel 1922. Il suo primo Direttore è stato il Prof. Aldo Pavari, che nel periodo 1922-1960 ha impresso a detta Stazione un moderno indirizzo intonato alla risoluzione dei molti problemi peculiari dell'ambiente italiano e mediterraneo.
semenzaio
Parte del vivaio nel quale si fanno nascere da seme le piantine che successivamente verranno messe direttamente a dimora oppure trapiantate in stazioni intermedie quali il piantonaio e la nestaiola. Il terreno deve essere di medio impasto, accuratamente lavorato, lautamente concimato a base soprattutto di stallatico, possibilmente permeabile. Nel caso di s. forestali il terreno non deve essere troppo fertile, altrimenti l'apparato radicale assume una conformazione (superficiale e poco sviluppata) poco adatta a superare la crisi del trapianto in suolo meno fertile, soprattutto se le piantine passano direttamente dal s. a dimora.
semenzale
Termine usato in agraria ed in selvicoltura per indicare il primo stadio della piantina nata da seme.
semicingolo
Dispositivo che si applica a due ruote laterali di un veicolo (e perciò ad assi paralleli e giacenti in uno stesso piano) per aumentarne l'aderenza: consta di un anello a elementi snodati, ricoprenti completamente il perimetro gommato delle ruote e da esse trascinato in moto: ogni elemento ha dei risalti, o quanto meno una forma tale da penetrare nel suolo, nella neve, ecc. I semicingoli non possono certo assicurare l'aderenza quale è fornita dai veri e propri cingoli, ma presentano, d'altra parte, il vantaggio di consentire l'uso di trattrici gommate anche in condizioni di difficile esercizio (fango, neve).
sempreverdi (piante)
Piante a foglie persistenti, come il leccio, l'olivo, il bosso, gli abeti, i ginepri, ecc.
sergente
Attrezzo da falegname per serrare pezzi di legno durante la presa degli incollaggi effettuati sulle facce laterali. Consiste di una robusta asta avente un dente rilevato ad una estremità, ed altro dente mobile scorrevole lungo l'asta: tale dente mobile può però essere bloccato da un anello che sia datta in scanalature debitamente intervallate. Disposti i pezzi di legno sull'asta in guisa che le superfici di incollaggio siano disposte perpendicolarmente ad essa, si blocca il dente mobile appena al di là dei pezzi e se ne effettua la forzatura interponendo dei cunei di legno. Invece che di legno il s. può essere metallico e in tal caso il dente mobile viene sostituito da una vite che in definitiva trasforma l'attrezzo in una morsa.
serragiunti
Dispositivo atto a stringere due pezzi uno contro l'altro, con forza regolabile ottenuta, nella maggiorparte dei casi, mediante un meccanismo a vite o a camma.
serramenti o infissi
Strutture in legno o metallo formate da un telaio fissato al muro e da parti girevoli che in esso telaio si adattano perfettamente, destinate a chiudere le aperture di porte e finestre.
sesia (o egeria) apiforme (aegeria apifo
Ordine Lepidotteri; Famiglia Sesidi. Farfalla con apertura alare di 35-40 cm ali trasparenti con i margini, le frange e le nervature color ruggine; torace bruno con i margini anteriori e posteriori gialli; addome scuro con varie strisce trasversali gialle. Gli adulti, che hanno costumi crepuscolari, compaiono da maggio a luglio e le femmine depongono le uova (un migliaio) isolate o a piccoli gruppi, alla base dei tronchi. Le larve scavano gallerie sotto la corteccia, nutrendosi di legno e si trasformano in crisalidi nella primavera del terzo anno solare dalla nascita. La presenza della s. è resa evidente dagli accrescimenti ipertrofici esistenti in corrispondenza delle gallerie. La specie vive di preferenza sul pioppo, sul salice, sulla betulla, sul tiglio. La lotta si conduce come per il perdilegno.
sesia culiciforme
v. parantrene culiciforme.
sesia tabaniforme
v. parantrene tabaniforme .
sesidi o egeridi
Famiglia di Lepidotteri Eteroneuri di piccole o medie dimensioni, diurni o crepuscolari, rapidi volatori, che avendo perduto buona parte delle squame delle ali, presentano queste trasparenti ed assomigliano perciò vagamente agli Imenotteri. Cranio fornito di ocelli; spiritromba più o meno lunga palpi mascellari brevissimi; ali anteriori molto strette addome terminante spesso con un vistoso ciuffo di squamette allungate. Le larve subglabre biancastre, provviste di 5 paia di zampe addominali, xilofaghe, talvolta cecidogene, vivono nei tronchi, nei rami e nelle radici di varie piante agrarie e coltivate. Pupe semilibere, fornite di processi tegumentaliche facilitano i loro spostamenti e la parziale fuoriuscita delle gallerie larvali onde favorire lo sfarfallamento degli adulti. In Italia sono note una cinquantina di specie. Le più dannose sono la sesia apiforme, il parantrene tabaniforme ed il parantrene culiciforme.
sesto dedotto (metodo di cubatura del)
Metodo approssimato di cubatura degli assortimenti (travatura) a spigolo vivo e per i quali è tollerato dell'alburno agli spigoli. Secondo detto metodo, un pezzo (ritenuto cilindrico) di circonferenza C e lunghezza H, fornisce un trave a spigolo vivo, e con tolleranza di alburno, di volume: (1/4 • 5/6 • C)2 • H = (5/24 • C)2 • H Il rendimento di utilizzazione risulta di circa il 54 % del volume del tronco tondo.
sezione
La forma esatta di un pezzo quando è tagliato ad angolo retto rispetto alla sua lunghezza.
sfacciatura o sfaccio
Termini dei boscaioli delle Alpi Occidentali per indicare la specchiatura su cui viene apposta l'impronta del martello forestale sulle piante assegnate al taglio dall'Autorità Forestale.
sfibratura del legno
Operazione diretta a rompere i legami tra le cellule del legno onde ridurlo in una massa di fibre o almeno di piccoli fasci di fibre. La s. può essere effettuata meccanicamente premendo il legno contro una mola in rapida rotazione, mantenuta costantemente bagnata; o chimicamente con adatte soluzioni capaci di sciogliere o disgregare il cemento ligninico tra le fibre, o con metodi misti o altri procedimenti brevettati. Tra questi ultimi il procedimento Mason, col quale si sottopone il legno, ridotto in schegge minute, a vapor d'acqua a forte pressione in una sorta di autoclave che successivamente viene posta in comunicazione con l'ambiente esterno. Si verifica così una subitanea depressione, la quale provoca una specie di esplosione che disintegra il legno. Dalla s. d. l. si ottiene un materiale incoerente ma feltrabile che serve per la fabbricazione di carta e di pannelli di fibre.
sfogliatrice da legno
Per quanto tale denominazione possa applicarsi a qualsiasi macchina capace di ridurre un pezzo di legno in fogli sottili, essa è più particolarmente riservata alle macchine (dette anche con un brutto francesismo: dérouleuses) nelle quali il tronco è fatto girare sul suo asse a contatto con un coltello dotato di un movimento micrometrico di traslazione, cosicchè se ne origina un nastro largo quant'è la lunghezza dei tronco e più o meno lungo a seconda del diametro del tronco che viene quindi sfogliato secondo una spirale. È questa la macchina fondamentale per la fabbricazione dei compensati o degli oggetti fabbricati con sottili strati di legno come alcuni imballaggi, ceste, ecc.
sfogliatura del legno
Operazione diretta a ridurre tronchi o altri pezzi di legno in fogli: viene praticata con le sfogliatrici e le trance. I fogli che ne derivano costituiscono il punto di partenza della fabbricazione dei compensati oppure, trattandosi di legni fini, delle impiallacciature decorative: lo spessore di sfogliatura può variare tra qualche decimo di mm e i 6-7 mm normalmente è fra gli 11 e i 15/1O di mm per i fogli di legno corrente da compensato e fra i 4 e i 5/10 di mm per i tranciati da decorazione.
sfollamento o sfollo (taglio di)
Termine forestale col quale si indica il taglio e l'utilizzazione delle piante che in un dato soprassuolo boschivo di giovanissima età sono considerate soprannumerarie, e cioè eccedenti il numero che costituirebbe, all'età data e con le dimensioni raggiunte, la densità normale del bosco. Al taglio di s. si destinano in primo luogo le piante più scadenti deperite, cimate, onde gli individui che rimangono siano i più vigorosi e promettenti. Il taglio di s. è generalmente una operazione passiva dal punto di vista economico e viene spesso abbinato al taglio di ripulitura.
sfrido
Insieme delle perdite e dei cascami che si verificano durante la lavorazione necessaria per passare dai fusti grezzi degli alberi al prodotto legnoso finito.
sftwd.
Abbreviazione usata nel commercio dei legnami in luogo della dicitura inglese: softwoods. Detta dicitura, come è detta alla relativa voce, indica non legni teneri, ma legni di conifere.
sgamollatura
Operazione di scalvatura particolarmente diretta a ottenere piante a sgamollo e ad assicurare la costanza di tale governo.
sgamollo
Pianta sulla quale si pratica la scalvatura o taglio dei rami in modo da favorire la rimessa di fronde dalle inserzioni dei rami stessi sul fusto. Un insieme di più sg. forma il cosiddetto ceduo a sgamollo.
sgarrettatura
Taglio al piede di giovani piantine di latifoglie messe a dimora, allo scopo di meglio equilibrare la parte aerea alle radici, dopo il taglio queste ultime si rinforzano mentre dal colletto escono le nuove rimesse. La s. può altresì praticarsi prima che la piantina venga trapiantata: sarà così da porre a dimora la sola radice. Alcuni usano il termine per indicare anche la prima ceduazione di un bosco che si vuol governare a ceduo su ceppaia.
logo tuttolegno

MILANO | Via Frugoni 1 | +39 02 36631784

COLLEGATI A NOI !