Vocabolario del Legno

Vocaboli e terminologie usate nel mondo del legno

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Termine Definizione
pollone radicale
Pollone originatosi da gemma avventizia delle radici laterali: facilmente esso può affrancarsi per dar luogo a un nuovo fusto indipendente. L'emissione di p. r. è frequente nella robinia e nell'ailanto.
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pollonifera (facoltà)
Attitudine di una specie alla produzlone di polloni dopo il taglio del cimale (capitozza), dei rami principali (sgamollo) o dell'intero fusto (ceduo a ceppaia o raso a terra).
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pomellato (effetto) o pommelé
Particolare figura del legno che in una sezione plana subtangenziale si presenta con un gioco di riflessi tale da dare l'impressione di zone tondeggianti, in rilievo o in depressione, accostate. Quando i vari elementi del disegno sono di grandezza abbastanza uniforme ed estesi a tutta la superficie il termine commerciale inglese è più propriamente quilt figure: quando invece sono irregolari come grandezza e non presenti ovunque oppure non apparenti come isole ma piuttosto come grossi riccioli il termine inglese è blister figure. Si riscontra l'effetto pomellato nel Sapeli nel Sipo nel Bubinga, nell'Acajou Grand Bassam e nell'acero del Nord America.
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ponte
Tavola di 4 m di lunghezza, con spessore da 50 a 60 mm (in qualche località da 30 mm in su) .
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populit
Tipo di pannello di lana di legno (pioppo) agglomerata con cementante inorganico. È fabbricato in Lombardia.
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pori del legno
Denominazione corrente, ma impropria, per indicare i fori o cavità che nelle superfici trasversali del legno si vedono in corrispondenza delle sezioni dei vasi legnosi o anche delle tracheidi e delle fibre se esse sono a lume ampio e pareti sottili.
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porosità del legno
Presenza di pori nel corpo del tessuto legnoso: i legni più porosi (e cioè con maggiori cavità) sono anche quelli più leggeri.
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porrina
Pianta di castagno proveniente da seme, ed a legno non ancor duramificato. Ne sono esempi le matricine di ceduo aventi età di 2 o 3 turni.
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porta a incasso
Una porta le cui coste rientrano tra i bordi della carcassa quando è chiusa.
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porta a toppa
Una porta le cui coste vanno a coprire i bordi della carcassa quando è chiusa.
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portainnesto o portanesto o soggetto
Pianta sulla quale si pratica l'innesto, sulla quale cioè si fa saldare il nesto. Essa è generalmente proveniente da seme e dicesi franco quando appartiene alla stessa specie del nesto. I più comuni p.usati per le piante da frutto sono: per gli agrumi: melàngolo, arancio dolce franco, limone franco; per l'albicocco: franco, mandorlo, susino mirabolano; per il castagno: franco, castagno giapponese; per il melo: franco, dolcigno, paradiso per il pero: franco, cotogno, biancospino; per il pesco: franco, mandorlo, albicocco, susino; per il susino: franco, pesco, mandorlo, albicocco.
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portamento
Aspetto morfologico esteriore caratteristico di ogni specie vegetale, considerando la pianta nel suo insieme di chioma, fusto e radici. Il p. naturale è quello di una pianta cresciuta allo stato isolato, in condizioni buone e normali di vegetazione e senza che il suo aspetto sia stato modificato dall'azione di fattori ecologici o biotici. I fattori intrinseci che influenzano la forma della chioma, e quindi il p., sono soprattutto la specie, la varietà e l'età; quelli esterni, la luce ed il vento. La descrizione del p. per una specie legnosa arborea comprende: forma, sviluppo e andamento del fusto (forma regolare od irregolare sviluppo modesto, medio o notevole, andamento rettilineo o tortuoso); caratteristiche della chioma (regolare o irregolare, folta o rada, fastigiata o espansa, tondeggiante, ovoidale o tabulare, inserita in basso o in alto); caratteristiche delle radici (non evidenti fuori terra o raccordate al tronco sopra il colletto con ali e contrafforti), ecc. ecc.
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posticcia
v. novelleto.
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postime
Assieme delle piantine, generalmente provenienti da un vivaio, destinate a essere piantate per rimboschimento.
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potatura
Asportazione di alcune parti delle piante, soprattutto dei fruttiferi, allo scopo di dare e mantenere ad esse una forma prestabilita e di regolarne e migliorarne la produzione della frutta distribuendola uniformemente sulla pianta stessa. I tagli continuati abbreviano la longevità del fruttifero e ne diminuiscono la resistenza alle inclemenze naturali ed ai parassiti, ma questi inconvenienti vengono generosamente compensati da una più intensa, anticipata e migliorata fruttificazione. Le finalità principali della p. sono: facilitare lo sviluppo scheletrico e vegetativo in rapporto allo stato di nutrizione, alla varietà, all'ambiente; foggiare regolarmente a chioma in modo che l'aria e la luce giungano uniformemente ai vai organi stimolare la fruttificazione determinando un equilibrio fisiologico fra organi vegetatlvi e riproduttori, ridurre la periodicità del prodotto limitando la quantità dei frutti; prolungare il periodo medio di produttività sostituendone parti sfruttate con altre di nuova formazione, ecc. La p. è detta secca quando si esegue durante il riposo vegetativo, su parti lignificate, e verde quando si effettua nel periodo vegetativo su getti non lignificati Nelle piante forestali la p. è diretta a eliminare i rami che seccano via via progressivamente dal basso verso l'alto, ed ha lo scopo di far sì che il fusto abbia nodi quanto più possibile piccoli e non passanti (v. nodo): tuttavia essa è praticata raramente. Nelle piantagioni indutriali da legno, e particolarmente per i pioppeti la potatura è però necessaria soprattutto se si vuole ottenere del materiale di pregio per le industrie del compensato e dei fiammiferi.
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potere calorifico del legno e del carbon
Quantità di calore sviluppata dalla combustione completa a pressione atmosferica di 1 kg di combustibile. Si parla di p. c. superiore se nel prodotto della combustione l'acqua è considerata allo stato liquido a 15 °C, p. c. inferiore; e l'acqua è considerata allo stato di vapore a 100 °C. È chiaro che il p. c. della legna e del carbone dipende dall'umidità contenuta nel materiale. Per il potere calorifico del legno del carbone vedasi alla voce combustibile.
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preparato microscopico
Sottilissima sezione di un tessuto animale o vegetale, o di una roccia, montato su di un vetrino portaoggetti e coperto di un vetrino coprioggetti per l'osservazione al microscopio in luce trasmessa.
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presa
Termine usato talvolta nelle scienze forestali per indicare una porzione o particella di bosco nella quale si deve eseguire una utilizzazione.
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preservazione del legno
Trattamento al quale si sottopone il legno per garantirne l'immunità, o almeno una maggior durata in opera, nei riguardi degli attacchi dei funghie degli insetti. Si effettua con gli antisettici da legno (v. antisettici) applicati con vari procedimenti tra i quali son da ricordare quelli trattati alle voci seguenti: bethell boucherie, cobra, giussani, osmosi, ruping oppure, nel caso in cui non necessiti di far penetrare l'antisettico in profondità, per semplice immersione del legno nella soluzione o spalmatura o spruzzatura della stessa alla superfice dei pezzi.
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prezzo di macchiatico
v. macchiatico.
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priblizno
v. circa.
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prima (tavolame di) o primascelta
Tavolame con requisiti di eccellenza, e cioè immune da tare e difetti: i requisiti specifici variano a seconda della piazza di mercato esono descritti nelle “Norme e consuetudini per il commercio dei legnami” emanate dalle rispettive Camere di Commercio.
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prismatura dei tronchi
Operazione di segagione mediante la quale si tolgono da un tronco (che successivamente dovrà essere segato in tavole), due o tre sciaveri, procedendo così a una squadratura parziale.
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prismi per rilievi tassatori
v. relascopio.
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processionaria
Denominazione comune ad insetti della classe Taumetopeidi, dovuta al modo partico]are con cui le larve si muovono alla ricerca di cibo: processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa Schiff.). Si distingue dalla specie seguente soprattutto per avere una macchia grigioscura sul margine posteriore, e vicino all'angolo anale, delle ali posteriori bianche. L'insetto adulto compare in giugno-luglio e la femmina depone le uova sugli aghi, ricoprendole di peli e formando un ammasso cilindrico caratteristico. Dopo un mese le larve schiudono e rodono le foglie costruendosi un nido nel quale si riparano di giorno. In settembre il nido viene ingrandito e reso più resistente ed all'inizio dei primi freddi le larve vi si ritirano a svernare. Il nido è rigonfio in alto e stretto in basso. Le larve fuoriescono a marzo e quando si spostano sul tronco o in terra procedono in fila indiana. Ai primi di giugno scendono lungo il tronco e nel terreno si trasformano in crisalide. I danni sono notevoli sia in estate autunno che in primavera: nelle grandi invasioni tutte le piante di un bosco possono essere defogliate. I pini più attaccati sono il silvestre, il laricio, il marittimo e quello d'Aleppo. Un sistema indiretto di difesa si fa con la lotta biologica, cioè proteggendo i numerosi insetti predatori; procedendo altresì alla distruzione dei nidi. processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea L.).L'adulto, che vola al crepuscolo, compare all'inizio di agosto e la femmina depone circa 200 uova, a piazzette o a mucchietti, unite insieme da un cemento bruno misto a peli, sulla corteccia liscia e sui rami giovani di querce adulte o sui tronchi di quelle giovani, dalla parte soleggiata. Le uova passano così l'inverno; a primavera schiudono le larve le quali si fabbricano in luogo riparato ed esposto al sole un nido che può raggiungere la lunghezza di 1 m. Da esso fuoriescono al crepuscolo e vanno sui rami a rodere le foglie procedendo le prime in fila indiana, poi a due, tre, quattro, fino a dieci o più infine la processione si restringe e finisce come ha cominciato, assumendo così la forma di un rombo. Sul finire della notte le larve rientrano nel nido allo stesso modo. Le larve mature si tessono un bozzolo nel nido stesso e vi si incrisalidano. Nelle annate di grande sviluppo si ha la distruzione completa, o quasi, di tutte le foglie di un bosco. La lotta si fa come per la specie precedente.
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prodotti accessori
Prodotti secondari che si possono ottenere da una data coltura e che non hanno l'importanza dei prodotti principali.
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profondità
La misura dal fronte al retro di un oggetto, o anche la misura dalla superficie al fondo di un foro.
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provvigione legnosa
Massa degli alberi costituenti un bosco o comunque un soprassuolo arboreo, che può anche essere una semplice alberata. Per avere una nozione dello stato del bosco conviene esprimerla in m3/ha. Essa ha grande importanza perché quando è nota l'età del soprassuolo essa fornisce un criterio di valutazione dello stato del bosco e della sua produttività.
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PTFE
Politerafluoroetilene, una plastica usata come rivestimento per le lame di seghe e di altri attrezzi.
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pulimento (portare a)
Termine della tecnologia del legno per indicare l'operazione di levigatura che segue la prima piallatura e precede la lucidatura. Essa consiste nell'eliminazione, dalla faccia in vista, di tutte le irregolarità di superfice e di colore. A seconda della tessitura presentata dal legno, per l'esecuzione del p. si può ricorrere a una pialla di precisione o all'impiego della carta vetrata.
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