Vocabolario del Legno

Vocaboli e terminologie usate nel mondo del legno

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Termine Definizione
lath o latte
Termini inglese e francese corrispondenti a tavoletta stretta e sottile.
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latifoglie
Piante a foglia larga; con tale denominazione si indicano tutte le piante, a fusto legnoso non rientranti nelle aghifoglie, e pertanto pioppi, aceri, faggio, noce, quercie, castagno, salici, bagolaro, platani, ecc. I legni delle l . sono nelle statistiche internazionali indicati col termine di hardwoods anche se in realtà comprendono altresì legni teneri come i pioppi edi salici.
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lattice
Emulsione eterogenea di acqua, resine, gomme, amido, alcaloidi, sostanze proteiche, enzimi,di colore biancastro, raramente arancione, secreto da un apposito tessuto detto latieifero, proprio di alcune famiglie vegetali (Euforbiacee, Urticacee, Apocinacee, Asclepiadee, Campanulacee Composite ecc.). E contenuta nei vasi laticiferi sotto una certa pressione e perciò essi hanno le pareti notevolmente ispessite. Si hanno laticiferi apociziali quando derivano dall'estendersi di poche cellule (galattociti) già presenti nell'embrione, e sono cioè costituiti da lunghissimi tubi (apocizi), forniti di plasma con molti nuclei, non anastomosati fra di loro, e laticiferi simplastici se derivano dalla fusione di più cellule parenchimatiche che originano un sistema di tubi comunicanti. La funzione dei laticiferi non è ancora completamente nota, ma si pensa debba ricollegarsi all'azione di trasporto degli elaborati e dell' acqua. Vari l. danno luogo ad importanti applicazionl industriali: tra di essi il più importante è il caucciù.
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lb
v. libbra
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legna
Termine che, anche senza la specificazione da fuoco o da carbone, serve ad indicare il legno destinato esclusivamente ad essere impiegato quale combustibile.
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legna (o legno o legname) da pasta
Denominazione generica con la quale si indica il legno destinato alla fabbricazione della carta, più propriamente dovrebbe essere riservato al legno per la fabbricazione della pasta meccanica.
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legname
Termine che, anche senza la specificazione da lavoro o da opera, serve ad indicare il legno destinato a lavorazioni meccaniche (segagione, spacco, ecc.), o a costruzioni (paleria, travi, ecc.) o a trasformazioni chimiche (cellulosa).La produzione italiana annua di legname da lavoro e da opera fornita dai veri e propri boschi risulta essere (secondo i dati dell'Istituto Centrale di Statistica per il periodo 1947-1962) la seguente legname da lavoro e da opera di resinose: 1.570.000 m3 legname da lavoro e da opera di latifoglie. 2.041.000 m3; ed in totale 3.611.000 m3. A tali cifre devesi aggiungere la produzione di l. degli alberi sparsi tra i coltivi, tra i quali forniscono un contingente particolarmente notevole i pioppi della Valle Padana: si tratta di almeno altri 2.000.000 m3 di latifoglie, coi quali si giunge ad una produzione totale di 5.600.000 m3. Tale disponlbllità non è sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale ed ogni anno si è costretti ad importare quantitativi sempre più notevoli di legname o prodotti derivati, come risulta dal presente prospetto (nel quale le cifre sono in tonnellate).
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legnami da scambio
v. traversine ferroviarie.
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legno
Da un punto di vista botanico per l. intendesi il tessuto vascolare, o adroma o xilema, delle piante dotate di un cormo (cioè di radici, fusto e foglie), con i tessuti che lo accompagnano.
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legno argentato o legno bianco delle lat
v. legno di tensione.
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legno compensato
Il compensato è il più importante fra i semilavorati di legno, usato specialmente nella produzione di mobili e di pannelli. È costituito da tre (più raramente cinque) fogli sottili di legno, incollati uno sull'altro, con le fibre disposte perpendicolarmente in modo da irrobustire l'insieme: a parità di spessore, il compensato è molto più resistente, e anche più flessibile, del legno naturale.
Il maggiore utilizzo è per spessori di 3 o 4 mm. In genere, per risparmiare sul costo, lo strato interno, di spessore maggiore, è di legno meno pregiato di quelli esterni, e anche di questi solo uno è di prima qualità e perfettamente levigato. Così, ad esempio, il compensato di faggio ha l'interno di abete, mentre il compensato di ebano ha quasi sempre solo uno strato esterno di ebano, mentre l'altro strato esterno e quello interno sono di abete colorato o tutt'al più di noce scuro.
Le fasi di lavorazione del compensato sono: la sfogliatura dei tronchi secondo una spirale, il taglio della lunga striscia sfogliata in fogli, l'essiccazione, l'incollaggio e la composizione dei pannelli, la presatura per l'incollaggio, la refilatura, la levigatura.
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legno compresso
v. legno densificato.
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legno cotto o sobbollito
Legno che per effetto di attacco fungino discretamente avanzato presenta evidenti alterazioni nella sua apparenza e nella sua struttura: così il l. di faggio sobbollito ha un colore assai più chiaro del normale, talora arriva a essere biancastro, con linee nere date dal micelio fungino, mentre il peso specifico è notevolmente inferiore ai valori consueti per la specie.
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legno da pasta
v. legna da pasta.
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legno da sfibratura
Denominazione generica con la quale si indica il legno la cui destinazione finale è la sfibratura e cioè che verrà destinato alla fabbricazione della pasta meccanica, o dei pannelli di fibre.
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legno densificato o laminato o compresso
Legno che con procedimento di laminazione o di compressione è stato portato ad un peso specifico superiore a quello del legno non trattato: tale lavorazione è spesso abbinata ad una impregnazione con resine sintetiche al fine di rendere irreversibile la diminuzione dimensionale dalla quale consegue l'aumento del peso specifico.
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legno di compressio
v. canastro.
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legno di reazione
Legno che per essere stato soggetto - durante la vita dell'albero da cui proviene - a particolari sollecitazioni e stimoli (dovuti p. es. alla gravità od al vento) presenta delle anomalie di struttura delle cellule che lo formano. Tale denominazione è comprensiva delle altre due: legno di tensione e l. di compressione o canastro.
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legno di risonanza
Denominazione attribuita nel commercio dei legnami al legno di abete rosso ad anelli molto sottili e presentanti minute introflessioni che si ripetono nella stessa direzione radiale per un certo numero di anelli Il nome deriva dal fatto che detto legno fornisce materiale ottimo per la cassa armonica degli strumenti musicali a corda, di cui esalta, per complessi fenomeni di diffusione e di riflessione, l'intensità sonora. Gli abeti che forniscono l. d. r. si trovano in gruppi o individui isolati delle foreste di alcune valli alpine, p. es. in Cadore (Somadida, Val Visdende), in Carnia ed in Trentino (Val di Fiemme), ove son chiamati noseler). Altre zone rinomate in Europa per l'abete di risonanza sono i Carpazi ed i Vosgi.
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legno di tensione o bianco delle latifog
Denominazioni attribuite ad un legno in cui una sollecitazione di trazione (vento, chioma asimmetrica) ha originato una modificazione delle pareti cellulari per la quale esse sono ispessite da uno strato di cellulosa quasi pura. Il l. di t. è di color niveo, più pesante ed a maggior ritiro del legno normale: si lavora con grande difficoltà ed è soggetto a notevoli deformazioni con l'essiccazione.
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legno dolce
Termine botanico che designa il legno con struttura cellulare larga, tipico delle conifere; tale legno può avere anche notevole durezza.
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legno duro
Termine botanico che designa il legno con struttura cellulare stretta; non sempre a ciò corrisponde un'effettiva durezza.
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legno lamellare
È costituito da listelli di legno massello incollati tra loro per formare pannelli di varie dimensioni e spessori. È robusto e si presta a numerosi impieghi come piani di tavoli o cucine, mobili vari, ripiani di libreria ecc.
In una lavorazione particolare il legno viene sottoposto ad una pressione superiore a quella richiesta per l'incollaggio con lo scopo di ottenerne una riduzione di volume ed un aumento del peso specifico. Viene chiamato legno lamellare densificato.
Rispetto a un “asse di legno massello” delle stesse dimensioni il pannello in lamellare offre una resistenza e una flessione decisamente superiori. Lo si può trovare facilmente nei centri di bricolage nelle varie dimensioni.
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legno laminato
v. laminato.
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legno lavorato
Legno che non è ottenuto per semplice taglio del tronco, ma ha subito alcune lavorazioni; sono legni lavorati il multistrato, il paniforte, il truciolare, ecc.
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legno massello
Legno ottenuto per semplice taglio del tronco, senza altre lavorazioni.
Gli alberi, opportunamente tagliati con macchinari appositi, vengono portati in segherie in cui si affetta il tronco secondo alcuni schemi ben definiti. Quindi il legname ottenuto viene sottoposto a stagionatura, processo in cui si riduce il suo tasso di umidità a livelli accettabili per la lavorazione.
Il sistema di essiccazione naturale è il più seguito e consiste nel sistemare all'aperto le assi di legno dopo averle adeguatamente distanziate e protette da una copertura. Dopo un determinato periodo di tempo le assi sono pronte per essere lavorate; spesso però il livello di umidità raggiunto è ancora un po' elevato per il legname destinato agli interni che perciò deve essere trattato artificialmente.
È facile, infatti, che dopo aver acquistato in segheria alcune assi, averle riposte in cantina o in laboratorio si deformino e si distorcano per effetto del cambiamento dei livelli di umidità e di temperatura. Alcuni tipi di legno sono più sensibili di altri.
Tra i difetti che si possono riscontrare nelle tavole acquistate vi sono appunto un'eccessiva imbarcatura, i nodi e la presenza di sacche di resina. Vi sono legni più duri di altri; alcuni sono più adatti alla realizzazione di strutture per esterni, altri per l'intaglio, poi vi sono quelli economici e quelli più costosi.
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legno migliorato
Legno che per effetto di particolari lavorazioni ha,avuto una modificazione favorevole delle caratteristiche normali: per es. del ritiro, della resistenza agli agenti distruttori, ecc.
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legno moschettato
Dicesi di legno presentante sulle sezioni visibili numerosi fori circolari di piccolo diametro corrispondenti a gallerie scavate dalle larve di alcuni insetti, e particolarmente dei Lyctus. È un difetto frequente nell'alburno del legno di quercia ed in vari legni tropicali teneri.
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legno rosso delle resinose
v. canastro.
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legno sobbollito
v. legno cotto.
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