Vocabolario del Legno

Vocaboli e terminologie usate nel mondo del legno

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Termine Definizione
filo (legname da)
Dicesi di materiale legnoso in tronchi atto ad essere squadrato per ottenerne travi o pezzi sagomati. Il nome deriva dal fatto che la tracciatura che si seguirà nella lavorazione con l'ascia viene fatta con un filo teso tra due punti: il filo viene preventivamente sporcato con del colore e poscia fatto vibrare in modo da lasciare sul legno un segno evidente.
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filo a sbalzo
v. palorcio.
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filo del legno
v. fibratura.
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filo, di una lama
La linea lungo la quale i due smussi che costituiscono una lama s'incontrano; idealmente dovrebbe essere un segmento dritto e privo di spessore.
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finestra
Taglio eseguito in un piallaccio durante l'intarsio.
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first growth
Dicitura nordamericana che letteralmente significa (di) prima crescita, e serve ad indicare che la foresta di cui si parla è alla sua prima utilizzazione e cioè è una foresta vergine. Se invece la foresta è alla sua seconda utilizzazione totale, si parlerà di foresta di second growth.
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fissile
Dicesi di legno che si fende facilmente per il lungo, cioè nella direzione delle fibre. La fissilità del legno è agevolata dalla fibratura diritta e da raggi midollari cospicui (p. es.: faggio, cerro, ecc.).
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flache
Termine francese per smusso.
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flakeboard
Termine inglese per pannello di particelle.
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flammè (effetto)
v. fiammato (effetto).
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flobafeni
v. tannino.
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floema
v. libro
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flooring
Termine inglese per indicare materiale (legnoso) da pavimentazione.
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fluitazione
Trasporto di tronchi grezzi di legname per immersione diretta in correnti fluviali: i tronchi possono essere sciolti oppure riuniti in fasci, in zattere, in isole galleggianti: in questi ultimi casi occorre un apposito personale di guida. La f. è ancor correntemente praticata nei Paesi a grandi risorse forestali e con estesa rete fluviale,  in modo particolare nel Nord Europa, Nord America, India, Cina. In Italia essa è scomparsa del tutto anche se anticamente era il principale mezzo di trasporto del legname nelle valli dell'Adige e del Piave. La f. migliora indirettamente le caratteristiche del legname perchè provoca una profonda lisciviazione dei tessuti legnosi.
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fm (o fath.)
Abbreviazione dell’unità di misura inglese detta fathom
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fodera
Il retro di una carcassa quando è realizzato con fogli sottili, in genere di compensato.
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foderina
Tavoletta di legno piallata e con investitura a maschio e femmina, per rivestimento di vagoni ferroviari e di pareti interne.
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foglio
Un pezzo di legno in cui le facce hanno dimensioni di gran lunga maggiori delle coste; è la forma tipica con cui sono posti in vendita i lagni lavorati.
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fondo
Pezzo orizzontale inferiore di una carcassa o di un cassetto.
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foot (al plurale feet) o piede
Unità inglese di misura free on quai = franco banchina
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forma (coefficiente di)
v. riduzione (coeff. di riduzione arboreo) .
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forma di governo boschivo
v. governo boschivo.
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forma di trattamento boschivo
v.trattamento boschivo.
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formiche del legno
Con tale denominazione si intendono alcune specie dell'Ordine Imenotteri, Famiglia Formicidi, e precisamente: Camponotus herculeanus Mayr, C. ligniperda Latr., Crematogaster scutellaris Oliv., Lasius fuliginosus Latr., che si trovano abbastanza di frequente nei boschi, dove per fare il loro nido attaccano vecchie ceppaie o alberi deperienti nonché pali od altri legnami a contatto del suolo. Le società delle formiche del legno sono complesse comprendono maschi, femmine, operaie e, talora, soldati. Le operaie sono prive di ali e la loro lunghezza varia a seconda della specie tra i 3,5 e 12 mm: maschi e femmine sono più grandi e portano le ali: il torace è allungato con addome di due parti di cui quella posteriore è piuttosto sviluppata. Il colore delle prime due specie citate è nerastro, la terza porta il capo rosso chiaro, la quarta è invece nero lucido. Le uova sono assai numerose: ad esse ed alle larve attendono gran numero di operaie. Lo scavo delle gallerie nel legno non è dovuto alle necessità di alimentazione, come per le termiti, ma semplicemente all'allestimento del nido. Dette gallerie decorrono per lo più secondo gli anelli annuali restando intatta la zona tardiva: loro caratteristica è di essere completamente pulite. La difesa del legno da porsi in opera può essere affrontata con qualche antisettico di sicura efficacia.
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forni di carbonizzazione
Camere in muratura o storte di metallo nelle quali, con apposite attrezzature viene praticata la distillazione secca del legno per ottenere carbone di legna e ricuperare i prodotti gassosi o liquidi della distillazione (acido acetico, catrame, ecc.). La resa della carbonizzazione in camere o storte è alquanto superiore a quella delle carbonaie, ma si richiede tuttavia un certo investimento di capitali per gli impianti fissi.  
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forni di essiccazione
v. essiccatoi.
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foro di guida
Un foro di diametro sottile praticato in un pezzo allo scopo di guidare una punta che esegue un foro di diametro alquanto maggiore; in genere è fatto con un punteruolo, un succhiello o una punta elicoidale.
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forteto o macchia mediterranea
Particolare associazione vegetale propria del Lauretum mediterraneo presente sulle coste italiane del Tirreno e nelle Isole, costituita da specie sempreverdi sclerofile di modesto sviluppo, governata a ceduo. Gli elementi più frequenti della costituzione del f. sono: l'erica il lentisco, il lillatro, il leccio, l'albatro, il mirto, l 'alloro, l'olivastro, i ginepri, i cisti; nelle zone migliori alle specie caratteristiche del f. si aggiungono cerro e roverella che stabiliscono formazioni di passaggio verso il querceto. Il f. è governato a ceduo semplice o con riserva di matricine: in tal caso queste sono scelte tra le querce capaci di fornire qualche fusto da lavoro e ghianda per il pascolo suino: il turno di utilizzazione varia tra 10 e 18 anni, con incremento da 1 a 4 m3/anno/ha. Il materiale ottenuto dall'utilizzazione serve in piccola parte come paleria agricola: il rimanente è atto soltanto a legna da ardere o a carbone vegetale (detto cannello). Nonostante il pregio del cannello di f., il continuo declinare della richiesta di carbone vegetale induce ad allungare i turni di taglio dei f. onde aumentare la produzione di legname da lavoro e di legna da ardere: in pari tempo conviene, ove possibile, affrontare la conversione dei f. in fustaia soprattutto mediante il coniferamento. Tipi particolari di f. sono la gariga e il maquis. Estesi f. si hanno nelle foreste demaniali di Cécina e di Follònica.
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frascaio (taglio a)
Particolare tipo di utilizzazione di bosco ceduo con la quale si effettua il taglio di tutto il soprassuolo, ma si abbandona in bosco sul letto di caduta il materiale di piccola dimensione, la ramaglia (frasca) e tutto ciò che non appare di conveniente utilizzazione.
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frascato
Voce toscana per indicare un palo da vite ricavato da polloni diritti di albatro od orniell o di lunghezza minima 3,50 m, circonferenza di 12-16 cm a un metro dal calcio: sono conservati i rami della parte superiore.
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