trattamento boschivo (o forma di)

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Termine Definizione
trattamento boschivo (o forma di)

Applicazione dei metodi colturali ad un bosco di dato governo (v.). Per ognuna delle tre forme di governo (g. a ceduo, a ceduo composto, a fustaia) si possono avere diversi trattamenti. Per i cedui il trattamento può essere a ceppaia, a capitozza, a sgamollo, inoltre i cedui a ceppaia possono essere a raso o con riserva di matricine o ancora a sterzo. Per le fustaie il trattamento può essere:

  • a raso (taglio raso) quando pervenuto il bosco (coetaneo) a maturità se ne fa il taglio totale ín una volta sola. I t. a raso sia progressivi che a quinte si prestano bene per le specie eliofile (p. es. il larice, i pini e talora le querce) e con la coetaneità del soprassuolo favoriscono la formazione di fusti regolari e slanciati.
  • a tagli successivi. Il taglio e l'utilizzazione del soprassuolo non sono contemporanei su tutta la zona, ma avvengono in tempi successivi, e cioè in un primo taglio (t.di preparazione) si elimina parte del soprassuolo onde dare luce al terreno predisponendolo a ricevere il seme, con un secondo (t di sementazione o rinnovazione) seguìto da altri t. secondari, si alleggerisce il soprassuolo restante onde il seme giunto a terra possa germinaree la rinnovazione affermarsi; infine, con l'ultimo taglio (di sgombero) si portano via gli ultimi fusti lasciando la rinnovazione della tagliata completamente libera di crescere senza aduggiamento o altre difficoltà.
    Il trattamento a tagli successivi può essere distinto a seconda delle modalità di applicazione in :
    a) tagli successivi uniformi: se applicati su tutta la superficie del bosco.
    b) tagli suceessivi a gruppi. I vari tagli di cui si è dianzi parlato (t. di preparazione, di sementazione, secondari, di sgombero) non vengono estesi a tutta la superficie, ma vengono invece iniziati in aree (buche) ove la rinnovazione è già in atto, estendendoli via via sopra zone sempre maggiori sino a che i vari interventi vengono a coprire tutta la superficie.
    c) a tagli successivi a strisce. I vari interventi del trattamento a t. successivi vengono praticati di volta in volta sopra strisce marginali, con l'avvertenza di procedere sempre contro vento.
    taglio saltuario o a scelta. In questo trattamento, caratteristico dei boschi disetanei con soprassuolo in cui le varie età sono frammischiate sulla stessa zona, l'utilizzazione avviene per piedi isolati, destinando al taglio le piante che hanno raggiunto la maturità. L'eliminazione di un fusto maturo dà luce alla zona circostante ove quindi le piante di media o giovane età potranno crescere offrendosi una mutua protezione. Il trattamento a taglio saltuario presenta vari vantaggi tra i quali la completa e perpetua copertura del suolo, il miglioramento dello stesso, condizioni propizie per l'affermarsi della rinnovazione naturale senza costosi lavori di piantagione artificiale, riduzione notevole dei danni da vento e da neve, grande adattabilità alla mescolanza di varie specie. Si hanno però anche degli svantaggi, e precisamente la produzione di legname meno pregiato (perché più corto e più nodoso) di quello dato dai boschi coetanei, i forti danni che il taglio e l'esbosco delle piante mature possono occasionare alle piante giovani e al novellame, la difficile regolazione del pascolo che per la presenza della rinnovazione ovunque non sarebbe teoricamente mai praticabile, la difficoltà della gestione che richiede una particolare conoscenza dell'ambiente, la continua e attenta cura che il forestale deve apportare a tutti gli interventi richiesti dal trattamento che molto espressivamente è detto dai forestali francesi di giardinaggio (jardinage). Nel nostro Paese i boschi ove il trattamento a taglio saltuario ha dato e continua a dare ottimi risultati, se razionalmente applicato, sono le fustaie di abete rosso, abete bianco e faggio delle Alpi Orientali ed in particolare della Carnia e del Cadore ove esso viene praticato già da vari secoli.
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