Vocabolario del Legno

Vocaboli e terminologie usate nel mondo del legno

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Termine Definizione
posticcia
v. novelleto.
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postime
Assieme delle piantine, generalmente provenienti da un vivaio, destinate a essere piantate per rimboschimento.
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potatura
Asportazione di alcune parti delle piante, soprattutto dei fruttiferi, allo scopo di dare e mantenere ad esse una forma prestabilita e di regolarne e migliorarne la produzione della frutta distribuendola uniformemente sulla pianta stessa. I tagli continuati abbreviano la longevità del fruttifero e ne diminuiscono la resistenza alle inclemenze naturali ed ai parassiti, ma questi inconvenienti vengono generosamente compensati da una più intensa, anticipata e migliorata fruttificazione. Le finalità principali della p. sono: facilitare lo sviluppo scheletrico e vegetativo in rapporto allo stato di nutrizione, alla varietà, all'ambiente; foggiare regolarmente a chioma in modo che l'aria e la luce giungano uniformemente ai vai organi stimolare la fruttificazione determinando un equilibrio fisiologico fra organi vegetatlvi e riproduttori, ridurre la periodicità del prodotto limitando la quantità dei frutti; prolungare il periodo medio di produttività sostituendone parti sfruttate con altre di nuova formazione, ecc. La p. è detta secca quando si esegue durante il riposo vegetativo, su parti lignificate, e verde quando si effettua nel periodo vegetativo su getti non lignificati Nelle piante forestali la p. è diretta a eliminare i rami che seccano via via progressivamente dal basso verso l'alto, ed ha lo scopo di far sì che il fusto abbia nodi quanto più possibile piccoli e non passanti (v. nodo): tuttavia essa è praticata raramente. Nelle piantagioni indutriali da legno, e particolarmente per i pioppeti la potatura è però necessaria soprattutto se si vuole ottenere del materiale di pregio per le industrie del compensato e dei fiammiferi.
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potere calorifico del legno e del carbon
Quantità di calore sviluppata dalla combustione completa a pressione atmosferica di 1 kg di combustibile. Si parla di p. c. superiore se nel prodotto della combustione l'acqua è considerata allo stato liquido a 15 °C, p. c. inferiore; e l'acqua è considerata allo stato di vapore a 100 °C. È chiaro che il p. c. della legna e del carbone dipende dall'umidità contenuta nel materiale. Per il potere calorifico del legno del carbone vedasi alla voce combustibile.
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preparato microscopico
Sottilissima sezione di un tessuto animale o vegetale, o di una roccia, montato su di un vetrino portaoggetti e coperto di un vetrino coprioggetti per l'osservazione al microscopio in luce trasmessa.
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presa
Termine usato talvolta nelle scienze forestali per indicare una porzione o particella di bosco nella quale si deve eseguire una utilizzazione.
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preservazione del legno
Trattamento al quale si sottopone il legno per garantirne l'immunità, o almeno una maggior durata in opera, nei riguardi degli attacchi dei funghie degli insetti. Si effettua con gli antisettici da legno (v. antisettici) applicati con vari procedimenti tra i quali son da ricordare quelli trattati alle voci seguenti: bethell boucherie, cobra, giussani, osmosi, ruping oppure, nel caso in cui non necessiti di far penetrare l'antisettico in profondità, per semplice immersione del legno nella soluzione o spalmatura o spruzzatura della stessa alla superfice dei pezzi.
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prezzo di macchiatico
v. macchiatico.
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priblizno
v. circa.
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prima (tavolame di) o primascelta
Tavolame con requisiti di eccellenza, e cioè immune da tare e difetti: i requisiti specifici variano a seconda della piazza di mercato esono descritti nelle “Norme e consuetudini per il commercio dei legnami” emanate dalle rispettive Camere di Commercio.
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prismatura dei tronchi
Operazione di segagione mediante la quale si tolgono da un tronco (che successivamente dovrà essere segato in tavole), due o tre sciaveri, procedendo così a una squadratura parziale.
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prismi per rilievi tassatori
v. relascopio.
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processionaria
Denominazione comune ad insetti della classe Taumetopeidi, dovuta al modo partico]are con cui le larve si muovono alla ricerca di cibo: processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa Schiff.). Si distingue dalla specie seguente soprattutto per avere una macchia grigioscura sul margine posteriore, e vicino all'angolo anale, delle ali posteriori bianche. L'insetto adulto compare in giugno-luglio e la femmina depone le uova sugli aghi, ricoprendole di peli e formando un ammasso cilindrico caratteristico. Dopo un mese le larve schiudono e rodono le foglie costruendosi un nido nel quale si riparano di giorno. In settembre il nido viene ingrandito e reso più resistente ed all'inizio dei primi freddi le larve vi si ritirano a svernare. Il nido è rigonfio in alto e stretto in basso. Le larve fuoriescono a marzo e quando si spostano sul tronco o in terra procedono in fila indiana. Ai primi di giugno scendono lungo il tronco e nel terreno si trasformano in crisalide. I danni sono notevoli sia in estate autunno che in primavera: nelle grandi invasioni tutte le piante di un bosco possono essere defogliate. I pini più attaccati sono il silvestre, il laricio, il marittimo e quello d'Aleppo. Un sistema indiretto di difesa si fa con la lotta biologica, cioè proteggendo i numerosi insetti predatori; procedendo altresì alla distruzione dei nidi. processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea L.).L'adulto, che vola al crepuscolo, compare all'inizio di agosto e la femmina depone circa 200 uova, a piazzette o a mucchietti, unite insieme da un cemento bruno misto a peli, sulla corteccia liscia e sui rami giovani di querce adulte o sui tronchi di quelle giovani, dalla parte soleggiata. Le uova passano così l'inverno; a primavera schiudono le larve le quali si fabbricano in luogo riparato ed esposto al sole un nido che può raggiungere la lunghezza di 1 m. Da esso fuoriescono al crepuscolo e vanno sui rami a rodere le foglie procedendo le prime in fila indiana, poi a due, tre, quattro, fino a dieci o più infine la processione si restringe e finisce come ha cominciato, assumendo così la forma di un rombo. Sul finire della notte le larve rientrano nel nido allo stesso modo. Le larve mature si tessono un bozzolo nel nido stesso e vi si incrisalidano. Nelle annate di grande sviluppo si ha la distruzione completa, o quasi, di tutte le foglie di un bosco. La lotta si fa come per la specie precedente.
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prodotti accessori
Prodotti secondari che si possono ottenere da una data coltura e che non hanno l'importanza dei prodotti principali.
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profondità
La misura dal fronte al retro di un oggetto, o anche la misura dalla superficie al fondo di un foro.
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provvigione legnosa
Massa degli alberi costituenti un bosco o comunque un soprassuolo arboreo, che può anche essere una semplice alberata. Per avere una nozione dello stato del bosco conviene esprimerla in m3/ha. Essa ha grande importanza perché quando è nota l'età del soprassuolo essa fornisce un criterio di valutazione dello stato del bosco e della sua produttività.
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PTFE
Politerafluoroetilene, una plastica usata come rivestimento per le lame di seghe e di altri attrezzi.
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pulimento (portare a)
Termine della tecnologia del legno per indicare l'operazione di levigatura che segue la prima piallatura e precede la lucidatura. Essa consiste nell'eliminazione, dalla faccia in vista, di tutte le irregolarità di superfice e di colore. A seconda della tessitura presentata dal legno, per l'esecuzione del p. si può ricorrere a una pialla di precisione o all'impiego della carta vetrata.
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punta
Ferro per praticare fori nel legno costituito da un cilindro d'acciaio nel quale sono ricavate una o due scanalature con bordo tagliente sulla faccia terminale convessa. Dette scanalature possono essere assiali od elicoidali, queste ultime agevolano lo sgombero dei trucioli. Oltre ai tipi precedenti, detti p. a mecchia, si hanno le p.inglesi costituite da un'asta ad estremità appiattita ed espansa, portante un perno centrale acuto che serve da asse di rotazione; un coltello laterale per tagliare le fibre del legno e, dall'altra parte, una lama orizzontale che distacca le fibre isolate dal coltello formandoil truciolo.
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puntello
Tronco di modesta dimensione (diametro a metà da 10 a 16 cm), lungo da 3 a 5 m, per lo più squadrato grossolanamente con l'ascia. Viene usato soprattutto per armatura di miniera.
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PVA
Acetato di polivinile, una sostanza usata come base per molte colle a freddo.
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PVC
Cloruro di polivinile, una plastica robusta e lavorabile, usata sia in fogli sia in profilati.
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q.r.
Abbreviazione usata nel commercio dei legnami in luogo della dicitura inglese: quarter girth = quarto della circonferenza.
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quadrone
Denominazione commerciale per indicare un trave, per lo più ottenuto direttamente in bosco con asciatura, di breve lunghezza a sezione maggiore di 30 x 30 cm.
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qualificazione del legname
Assegnazione del legname, in un determinato assortimento, alle diverse qualità o scelte che per esso possono essere distinte.
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qualité seconde (seconda qualità)
Specificazione spesso citata nei contratti di fornitura legnami tropicali e per la quale il lotto, in peso o in volume, deve essere costituito per metà di materiale di 2ª scelta e per metà di 3ª.
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quartier (bois sur)
Denominazione commerciale francese per indicare un legname segato secondo superfici radiali.
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quartieri (segagione a)
Denominazione, proveniente dal francese, per indicare segagione o tranciatura radiale in modo da mettere in evidenza le specchiature date dai raggi midollari. Il tronco viene inizialmente segato, con due percorsi tra loro perpendicolari, in quattro q. i quali poi, con ulteriori lavorazioni forniscono le tavole o i piallacci radiali. Le tavole ottenute con questo sistema di segagione hanno imbarcamento nullo o quasi.
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quarto senza deduzione (metodo di cubatu
Metodo approssimato di cubatura degli assortimenti (travatura) a spigolo smussato e senza distinzione tra durame e alburno. Secondo detto metodo un pezzo (ritenuto cilindrico) di circonferenza C e lunghezza H, fornisce un trave smussato di volume (C/4)2 H. Il rendimento di utilizzazione risulta dello 0,785 del volume del tronco tondo.
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queue de vache
Indicazione francese per indicare una colorazione anomala del legname, che dalle estremità dei tronchi si propaga verso l'interno a forma di fiamme longitudinali.
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