Vocabolario del Legno

Vocaboli e terminologie usate nel mondo del legno

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Termine Definizione
nervosità del legno
Un legno dicesi nervoso quando per una modesta variazione dell'umidità subisce una variazione dimensionale piuttosto forte: tale attitudine corrisponde a un coefficiente di ritiro elevato. La n. è una delle caratteristiche dei legni di reazione.
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nesto
v. innesto.
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nettarello
v. ladino.
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nido di cicogna
Denominazione attribuita dai forestali e dai boscaioli alla particolare conformazione che viene ad assumere la cima dell'abete bianco ad età avanzata quando la perdita del getto terminale e l'ingrossamento dei rami dell'ultimo verticillo creano appunto nella parte estrema del fusto una sorta di grosso nido.
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nodo
Punto del fusto in cui una foglia si stacca da esso. Nelle Graminacee i n. del culmo sono esternamente costituiti dagli ingrossamenti delle guaine fogliari e rappresentano il luogo d'origine della reazione geotropica negativa che consente al culmo allettato di erigersi nuovamente. Nelle piante legnose intendesi per n, l'inserzione di un ramo nel fusto: in corrispondenza del n. i tessuti legnosi hanno quindi un orientamento diverso da quello della zona che lo circonda. Questo fatto costituisce già di per sè un inconveniente sia per la lavorazione che per l'aspetto delle superfici, inoltre la cosa è aggravata dalla circostanza che il legno del ramo è più compatto e più duro di quello del fusto e, se il ramo è stato circondato dai tessuti di nuova formazione del tronco quando più non era in vita, dalla conseguente soluzione di continuità tra n. e fusto. Nel legname ridotto in tavole i n. deprezzano il valore tanto più quanto sono grandi o con tessuti già alterati. Nel commercio del legname si usano per i n. alcune denominazioni particolari, e più precisamente: n. a spillo se essi sono assai piccoli; n. a baffo chiavi se corrispondono ad una sezione longitudinale del ramo (in tal caso la tavola passa per l'asse del fusto) n. passanti se attraversano da parte a parte la tavola n. aderenti o fissi se non esiste distacco tra il legno del tronco e il legno del n.; n. cadenti in caso opposto, n. sani se il loro legno è immune da alterazioni, n. guasti , n. neri, n, viziosi se il loro legno non è più sano. Per nido di n. intendesi infine un raggruppamento di più n in breve spazio, come si verifica ad es. nel caso dei rami disposti a verticilli regolari (abete bianco, pini, ecc.).
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nomenclatura binomia
Per convenzione tra gli scienziati ogni pianta od animale deve essere indicato con due parole latine: nome del genere e nome determinativo della specie, seguita dalle iniziali, o da una abbreviazione, del nome del botanico o dello zoologo che per primo ha descritto la specie stessa. Quando per una specie si hanno due descrizioni con nomi diversi, si tiene per valida la prima in ordine di tempo, attribuendo alla seconda valore di sinonimo.
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norma
Termine della dendrometria che indica come sono distribuite, per categoria di diametro a petto d'uomo, le piante di una fustaia disetanea.
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nottolino
Pezzo rotante che, incastrandosi in un apposito alloggio, assicura l'unione temporanea di un piano a un telaio.
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novellame
Insieme delle piantine nate da disseminazione naturale di alberi forestali, fino al momento in cui tali piantine hanno in perfetta vegetazione tutti i rami, compresi i più bassi, generalmente i rami bassi cominciano a seccare quando le chiome vengono a toccarsi.
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novelleto o posticcia
Stadio di un bosco coetaneo che va dalla nascita delle giovani piantine (semenzali) da seme, o dall'impianto artificiale con piantine provenienti da vivaio o da altri boschi (selvaggioni), sino al momento in cui le chiome vengono a contatto o cominciano a seccare i rami inferiori
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novopan
Denominazione di pannelli di particelle fabbricati in vari Paesi sulla base di un brevetto svizzero: in Italia essi sono prodotti a Napoli e a Lissone.
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numero formale o coefficente di forma
v. coefficente di riduzione arboreo.
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o.R.
Abbreviazione usata in Germania ed in Austria nel settore legnami per indicare ohne Rinde = senza corteccia.
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occhio di pernice
Deviazione dei tessuti dovuta ad una gemma dormente incapsulata poi dall'accrescimento.In qualche zona alpina lo stesso termine indica altresì un nodo a spillo (e dunque morto) assai piccolo e sezionato trasversalmente.
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occhio di pernice del legno di quercia
Carie bianca dovuta all'Eubasidiomicete Stereum frustulosum (Pers.) Fr., che attacca il legno delle querce morte ed il durame di quelle vive, nonchè il legname in opera. Il fungo dapprima imbrunisce le porzioni invase e successivamente compaiono macchie bianche allungate che non sono altro che cavità ripiene di ife. I corpi fruttiferi si formano sul legno morto e hanno l'aspetto di piccole croste poco appariscenti che possono confluire. Sono perennanti ed ogni anno si forma un nuovo strato imeniale, per cui lo spessore del corpo fruttifero può raggiungere parecchi millimetri.
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occhiolinato (legno) o moucheté (bois) o
Termini del commercio dei legnami per indicare una particolare figura che si presenta sulle sezioni subtangenziali del legno di una radica come una successione di zone a variegature di lucentezza, all'incirca tondeggianti, aventi origine da specie di piccoli occhi più scuri. Tale figura è dovuta a delle irregolarità di accrescimento per le quali sulla radica non ancor sezionata la corteccia non si presenta piana, ma bensì con delle intrusioni coniche penetranti più o meno profondamente nel legno. L'occhiolinatura si riscontra negli aceri e nei frassini del Nord America, nonchè nella betulla e - assai più raramente - nei pedali di pioppo nero. Talvolta la presenza sopra di una radica di molte gemme distribuite con una certa regolarità può dare origine ad una marezzatura avente qualche analogia con l'occhiolinatura.
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oleoresine o resine molli
Resine costituite da una miscela di acidi resinosi liberi o esterificati e dicomposti terpenici. Ne è il rappresentante tipico la trementina, ma sono degne di menzione anche la resina di guaiaco, la resina elemi, la lacca giapponese. Esse, segregate dalle piante allo stato fluido, si ispessiscono all'aria e, con la distillazione, si scindono facilmente lasciando come residuo la loro parte resinosa.
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olii essenziali o eterei o essenze
Prodotti per lo più di elaborazione vegetale (derivanti cioè da fiori, frutti, legni, scorze, radici o semi), che si differenziano dagli olii propriamente detti perchè sono volatili, non saponificabili e presentano composizione chimica diversa ed assai complessa. Si possono considerare come miscele di vari idrocarburi (pinene, limonene, cimolo, ecc.) con aldeidi (citrale,aldeide anisica, ecc.), chetoni, esteri (acetato di mentile, ac. di amile,ecc.), ed alcooli (linalolo, timologeraniolo, ecc.). Si estraggono in vario modo: con la spremitura, la distillazione, la macerazione o con l'azione di solventi. Le essenze più note sono quelle di arancio, di bergamotto, di neroli (dai fiori di arancio), di mandarino, di limone, di canfora, di menta, di rosa,di lavanda, di finocchio, d'anice, di cannella, di garofano.
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olii volatili
v. essenze.
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olio di antracene
Prodotto della distillazione frazionata del catrame. Si separa fra i 270 e i 370 °C in una percentuale del 18-25% e contiene antracene, fenantrene, ecc. In agricoltura viene impiegato come antiparassitario sia normale che emulsionato. Essendo assai caustico, su piante delicate come il pesco si può usare solo il secondo tipo. È particolarmente efficace contro cocciniglie del tipo Eulecanium, le uova di àfidi e gli adulti ibernanti del pidocchio sanguigno.
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olio di resina
Prodotto liquido che si ottiene, mediante distillazione secca, dalla colofonia e che viene usato, come l'essenza di trementina, nell'industria delle vernici.
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olio essiccativo
Olio avente la particolare attitudine di indurire all'aria in seguito ad assorbimento di ossigeno. Il più noto è l'o. e. di lino che è largamente impiegato nell'industria dei colori e delle vernici. Tale proprietà è maggiore nell'olio proveniente da coltivazioni nordiche che non in quello di origine meridionale; nell'olio cotto che in quello crudo.
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olio ossidato o soffiato
Olio denso che ha subito la decolorazione mediante ossidazione con aria, talvolta con ozono. Sono sottoposti a tale trattamentto l'olio di palma e pochi altri, in quanto esso ne provoca l'irrancidimento. È impiegato per usi industriali.
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olio, o essenza, di trementina
v. trementina.
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olocellulosa
Materiale fibroso privo di lignina comprendente tutta la emicellulosa e la cellulosa del legno.
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ombrìvaghe (piante)
v. ombrofite.
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ombrofite o sciafite o ombrivaghe o d'om
Sono o. le piante la cui vegetazione prospera in condizioni di scarsa illuminazione, e che anzi mal tollerano di trovarsi in piena luce, come l'abete bianco e il faggio. Il carattere di ombrofilìa (o per contro dell'eliofilìa), pur essendo di grande utilità per determinare il trattamento più appropriato per la rinnovazione dei boschi di una data specie forestale, non deve essere considerato in senso assoluto e di conseguenza venire generalizzato con troppa facilità perchè molti elementi della stazione e del clima possono modificarlo.
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omoxila (struttura)
Struttura di un legno presentante caratteri diuna certa omogeneità istologica, come quello delle Gimnosperme, formato prevalentemente da tracheidi che disimpegnano ad un tempo le due funzioni fondamentali di conduzione e di sostegno. Il contrapposto di o. è eteroxila.
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oncia veneta
Antica unità di misura delle lunghezze usate ancor non molti anni fa in Cadore per misurare il diametro dei tronchi da sega. Un’oncia corrisponde a circa 2,9 cm. La misurazione avveniva all’estremità inferiore del tronco, sotto corteccia, e le categorie di diametro erano le più indicate con numerazione romana (XV once, XIV, ecc.)
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orditura o ossatura (del tetto)
Struttura portante costituita da un sistema complesso di travi di varia dimensione per il sostegno delle falde del tetto.
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