Vocabolario del Legno

Vocaboli e terminologie usate nel mondo del legno

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Termine Definizione
forni di essiccazione
v. essiccatoi.
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foro di guida
Un foro di diametro sottile praticato in un pezzo allo scopo di guidare una punta che esegue un foro di diametro alquanto maggiore; in genere è fatto con un punteruolo, un succhiello o una punta elicoidale.
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forteto o macchia mediterranea
Particolare associazione vegetale propria del Lauretum mediterraneo presente sulle coste italiane del Tirreno e nelle Isole, costituita da specie sempreverdi sclerofile di modesto sviluppo, governata a ceduo. Gli elementi più frequenti della costituzione del f. sono: l'erica il lentisco, il lillatro, il leccio, l'albatro, il mirto, l 'alloro, l'olivastro, i ginepri, i cisti; nelle zone migliori alle specie caratteristiche del f. si aggiungono cerro e roverella che stabiliscono formazioni di passaggio verso il querceto. Il f. è governato a ceduo semplice o con riserva di matricine: in tal caso queste sono scelte tra le querce capaci di fornire qualche fusto da lavoro e ghianda per il pascolo suino: il turno di utilizzazione varia tra 10 e 18 anni, con incremento da 1 a 4 m3/anno/ha. Il materiale ottenuto dall'utilizzazione serve in piccola parte come paleria agricola: il rimanente è atto soltanto a legna da ardere o a carbone vegetale (detto cannello). Nonostante il pregio del cannello di f., il continuo declinare della richiesta di carbone vegetale induce ad allungare i turni di taglio dei f. onde aumentare la produzione di legname da lavoro e di legna da ardere: in pari tempo conviene, ove possibile, affrontare la conversione dei f. in fustaia soprattutto mediante il coniferamento. Tipi particolari di f. sono la gariga e il maquis. Estesi f. si hanno nelle foreste demaniali di Cécina e di Follònica.
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frascaio (taglio a)
Particolare tipo di utilizzazione di bosco ceduo con la quale si effettua il taglio di tutto il soprassuolo, ma si abbandona in bosco sul letto di caduta il materiale di piccola dimensione, la ramaglia (frasca) e tutto ciò che non appare di conveniente utilizzazione.
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frascato
Voce toscana per indicare un palo da vite ricavato da polloni diritti di albatro od orniell o di lunghezza minima 3,50 m, circonferenza di 12-16 cm a un metro dal calcio: sono conservati i rami della parte superiore.
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fratta
Termine in uso nell'ambiente montano delle Alpi Centro Orientali per indicare una tagliata boschiva. Così f. rasa sta per tagliata a raso.
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frattura
Applicato al legno questo termine indica per lo più la rottura dei tessuti secondo una superificie subtrasversale: prescindendo da sollecitazioni meccaniche occasionali (quali quelle che si verificano per es. durante l'abbattimento e la caduta dell'albero) i fusti in piedi presentano talora nelle foreste tropicali delle minutissime fratture da tensioni interne (brittle heart). Nei nostri paesi fratture analoghe possono invece manifestarsi a seguito di colpi di vento.
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fresatrice o fresa
Macchina con utensile rotativo ad asse non spostabile munito di taglienti multiplinella lavorazione del legno usata per spianare superfici o ricavare modanature o ancora pezzi di forma particolare. Per maggiori particolari v. Sagomatrice. Viene talora usata come cavatrice.
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frisa
v. lista da pavimento.
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frisé (effetto)
Indicazione usata dai francesi nel commercio dei legnami per una particolare figura che da noi può venire indicata come marezzatura a onde parallele strette: corrisponde al termine inglese fiddle back.
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fronte
Pezzo anteriore di una carcassa o di un cassetto, posto in vista e quindi, in genere, opportunamente rifinito o decorato.
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FSC - Forest Stewardship Council
Associazione nata per certificare la provenienza del legno ed ha come fine la conservazione delle foreste.
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ft.
Abbreviazione dell’unità inglese di misura delle lunghezze foot = piede; al plurale feet.
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ft.b.m.
Abbreviazione usata nel commercio di legnami in luogo della dicitura inglese: feet board measure = misura in piedi tavolari.
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fuscelli antitarlo
Stecchini di legno circondati di particolari sostanze chimiche che a contatto con l'umidità liberano idrogeno fosforato o altri gas tossici. Sono usati nella lotta contro le larve che scavano gallerie nei tronchi e nei rami sia dei fruttiferi che delle piante forestali (Cossus, Zeuzera, Saperda, Sesia, ecc.).
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fustaia
v. bosco di alto fusto per la rinnovazione delle fustaie, v. trattamento .
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fusto
Parte dell'albero al di sopra del livello del suolo sostenente ad una certa altezza la chioma, cioè il complesso dei rami (di varia grandezza) e delle foglie.
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g.b.h.
Abbreviazione usata nel commercio dei legnami in luogo della dicitura inglese: girth at breast height = circonferenza a petto d’uomo
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galbula
Piccolo strobilo costituito da un asse sul quale sono impiantate poche squame ovuligere peltate saldate fra di loro allo stato fresco: successivamente esse si separano formando delle aperture da cui fuoriescono i semi. Ha forma sferica od ovale e può essere secca (cipresso) o carnosa (ginepro).
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galipot
Termine francese per indicare la resina di pino marittimo essiccata sulla pianta stessa; viene usata per vernici andanti.
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galla o cecidio
Produzione iperplastica prodotta su organi vegetali (rami, foglie, ecc.) dalla presenza di determinati parassiti animali o vegetali. L'ospite, sotto l'influenza dello stimolo del parassita, origina dei tessuti abnormi che assumono una forma caratteristica, dall'esame della quale è possibile, in genere, risalire con esattezza alla causa patologica.
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gallon
Misura di capacità: in Inghilterra e Dominions si usa l’Imperial gallon che vale 4,546 l (si divide in 4 quarts e 8 pints) mentre negli Stati Uniti il g. vale 3,785 litri (1 Imp. gallon = 277,420 inc.3) (1 l = 21,997 Imp. gallons = 26,417 U.S. gallons).
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gallotannini
v. tannini.
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gambo di una vite
La parte della vite compresa tra la testa e la punta.
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gàriga (dal francese garrigue)
Landa incolta, con cespugliame meno alto e più rado del coperto costituente la macchia. E la vestigia residuale delle foreste sclerofile mediterrane e distrutte dall'azione antropica (pascolo, incendi ripetuti, utilizzazioni inconsulte): domina generalmente in essa la quercia coccifera.
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gassogeno
Camera in muratura od in metallo nella quale i combustibili solidi possono venir trasformati in gas, essi pure combustibili. I g. metallici possono essere montati su automezzi ed allora consentono di risparmiare i combustibili liquidi ordinari. Estese applicazioni di tal genere si ebbero durante la guerra; i combustibili allora più adoperati erano la legna forte di faggio, di quercia e di robinia ed il carbone vegetale di forteto.
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gatte
Denominazione volgare dei bruchi o larve.
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gattuccio
Indicazione (corrispondente a calibro o scartamento) con la quale viene espressa, secondo le misure anglosassoni, lo spessore delle lame di sega (oltre che di molte parti elementari di macchine). Sono in uso parecchie scale, una delle quali è la Birmingham Wire gauge: la corrispondenza in misura metrica è: B.W.G. mm 10 -> 3,40 15 -> 1,82 20 -> 0,89
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geh
Abbreviazione usata in Germania ed in Austria nel settore legnami per indicare piallato = gehobelt.
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gemma
Formazione rotondeggiante od ovale più o meno allungata da cui derivano i nuovi organi di una pianta. Essa racchiude il tessuto embrionale che si conserva durante il periodo di riposo e che alla ripresa vegetativa riformerà nuovi getti, foglie e fiori. Tale cono vegetativo è protetto da una serie di foglioline trasformate, dette pérule, di aspetto scaglioso e strettamente embriciate fra di loro,spesso secernenti resine speciali o provviste di fitta peluria. Nei riguardi della loro posizione le g.diconsi: laterali se disposte su tutta la superficie di un ramo, ascellari se all'ascella delle foglie, apicali o terminali se continuano l'accrescimento principale del fusto. In relazione agli organi cui danno origine si hanno: g. a legno, se originano nuovi germogli: sono piccole, allungate e situate all'ascella delle foglie o all'estremità dei rametti g. a fiore o a frutto se producono fiori e successivamente frutti: sono più grosse delle precedenti; g. miste quelle che originano un germoglio a legno che porterà poi il frutto (vite, nocciolo, cotogno).In base all'epoca del loro sviluppo le gemme a legno si distinguono in: g. normali che schiudono regolarmente al primo anno; g. dormienti o proventizie che pur essendo gemme normali non schiudono subito ma permangono allo stato latente per un tempo più o meno lungo e si sviluppano se si recide il getto nella loro immediata vicinanza; g. sostitutive che si trovano generalmente vicino a quelle normali che provvedono a sostituire nel caso che queste non possano svilupparsi (diconsi anche sottogemme); g. avventizie che non sono preesistenti ma si formano a seguito di azione traumatica che fa affluire in quel punto una maggiore quantità di sostanze nutritive
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