Vocabolario del Legno

Vocaboli e terminologie usate nel mondo del legno

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Termine Definizione
dente
Piccola sporgenza rettangolare tagliata nella costa di un pezzo; si differenzia dal tenone che è più grande e diversamente orientato.
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denti di sega
Sporgenze sul bordo della lama della sega, atte per loro affilatura a recidere o strappare le fibre legnose secondo il piano di segagione. I d. di s. possono avere parecchie forme e modalità diverse di affilatura e stradatura.
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depezzatura
Riduzione di un fusto in pezzi di lunghezza conforme agli assortimenti che se ne vogliono ricavare. È praticata col segone o con sega a catena non razionale il praticarla con l'accetta o il falcetto per la perdita di materiale (schegge) che ne deriva.
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deposito calcareo
Un deposito bianco-grigio di consistenza gessosa.
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derivati del legno
Il legno costituisce un importante materiale di base nell'industria chimica. Recentemente sono state sviluppate tecniche di estrazione di vari costituenti chimici del legno, ad esempio il tannino, vari pigmenti, resine e oli. Ogni anno un'enorme quantità di legno viene trattata chimicamente o meccanicamente per essere ridotta in pasta e successivamente trasformata in carta.
Oltre all'acqua, il principale costituente del tessuto legnoso è la cellulosa. Grandi quantità di questo materiale, utilizzate nella produzione di rayon e nitrocellulosa, provengono da materie prime quali il cotone, ma è in aumento la percentuale ricavata dal legno. La principale difficoltà nell'uso di cellulosa prelevata dal legno consiste nella separazione dalle impurità, ad esempio la lignina (che è un carboidrato).
In molti processi industriali, il legno può essere utilizzato come materiale chimico grezzo, senza separare la cellulosa dalla lignina.
Nel processo Bergius, viene trattato con acido cloridrico per produrre zuccheri, utilizzati poi come alimento per il bestiame o avviati al processo di fermentazione per produrre alcol. Il legno può essere trasformato in combustibili liquidi mediante idrogenazione. Viene usato da tempo come fonte di sostanze chimiche ottenute per distillazione; molte di queste sostanze, tuttavia, come l'acido acetico, l'alcol metilico e l'acetone, vengono attualmente fabbricate sinteticamente.
Recentemente sono stati ottenuti per via chimica alcuni nuovi prodotti che uniscono alle proprietà meccaniche del legno una maggiore resistenza e durata.
Il metodo principale per fabbricare questi materiali consiste nell'impregnare il legno con sostanze opportune, ad esempio una miscela di fenolo e formaldeide, e riscaldarlo in modo che le cellule vegetali reagiscano con i composti chimici, formando una materia plastica. Il legno così trattato resiste al deterioramento, agli insetti e ai tarli; la sua densità relativa è superiore a quella originale, ma la resistenza è più o meno la stessa. Spesso il legno impregnato è sottoposto, anziché a riscaldamento, a una pressione di circa 70 kg/cm2, mentre sono in corso le reazioni chimiche a livello cellulare:
il materiale che se ne ottiene ha densità relativa pari a 1,35, durezza e resistenza maggiori, ma in generale minore rigidità del legno di provenienza.
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derrick
v. falcone.
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derulaggio o derullaggio
Francesismo usato purtroppo assai spesso in luogo di sfogliatura.
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diakyanizzazione
Trattamento per impregnare il legname da opera o da paleria con bicloruro di mercurio al fine di proteggerlo dagli attacchi di funghi e di insetti. differisce dalla kyanizzazione tipica per il fatto che, allo scopo di aumentare la profondità di penetrazione dell'antisettico, prima dell'immersione nel medesimo il materiale è sottoposto ad una vaporizzazione con vapor d'acqua a 150°.
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diboscamento
v. disboscamento.
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dicioccamento
Estrazione dal terreno dei ciocchi e delle radici degli alberi tagliati. Costituisce la prima fase del dissodamento dei terreni coperti di vegetazione spontanea arbustivo arborea.
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difetti del legno
Con tale denominazione generica si intende un insieme di anomalie che portano a uno scadimento del valore del legno: tra di essi può farsi una suddivisione a seconda che si tratta di deviazione dei tessuti dalla normalità come struttura e disposizione,di interruzioni nella loro continuità, di alterazioni della costituzione chimica e delle caratteristiche essenziali.
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diluitori da colle
Liquidi per rendere le colle meno dense e meno vischiose, oppure polveri (dette anche cariche) che si aggiungono agli ordinari collanti da legno per aumentarne il volume rendendone più economico l'impiego. Dette cariche possono essere inerti (per es. farina di legno o di gusci legnosi, polvere di marmo, ecc.) o partecipare all'azione collante però con caratteristiche inferiori a quelle delle vere colle (farine di cereali).
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diradamento boschivo o dirado
Operazione con la quale, in un bosco coetaneo dove i fusti cominciano a differenziarsi, si tagliano gli individui soprannumerari, cioè quelli che, in relazione all'età ed allo sviluppo del soprassuolo, ne rendono la densità eccessiva. Il d. boschivo a differenza dello sfollo rappresenta generalmente un'operazlone attiva e rientra nelle cure di allevamento. Svariati sono i metodi di diradamento, i quali derivano dall'applicazione integrale, o dalla combinazione opportunamente studiata, dell'eliminazione parziale delle piante dominanti o delle piante dominate (d. alto e d. basso).
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diramatura
Soppressione di rami nella chioma di un albero a fogliame troppo denso, oppure di rami in posizione tale da creare asimmetria ed altri inconvenienti.
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disboscamento
Distruzione del bosco per utilizzarne i prodotti o per destinare il suolo ad altra coltura (nella presunzione, molte volte fallace, di ricavare redditi superiori a quelli del bosco). Nei paesi montuosi il d. è sempre una operazione pericolosa dal punto di vista della stabilità del suolo e del buon regime delle acque perché il terreno nudo è facile preda dell'erosione idrica ed eolica e per tali motivi in Italia è stato introdotto il concetto di vincolo che comporta una speciale disciplina dei tagli (art. 8 del R.D. 30-12-1923, n. 3267) e delle trasformazioni dei boschi in altre qualità di coltura (art. 7 id. id.) nonché dei dissodamenti dei terreni saldi vincolati.
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disco
Lama a forma circolare di una segatrice da banco.
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disetaneo (bosco)
Bosco nel quale le piante non sono tutte della stessa età. Se si tratta di una fustaia vedasi “fustaia disetanea”, se si tratta di un ceduo vedasi “ceduo a sterzo” e “ceduo composto”.
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disinfestazione
Operazione diretta a sopprimere o per lo meno a lottare contro animali, particolarmente insetti, dannosi all'uomo, ad altri animali, ai vegetali, alle derrate, e al legname in opera.
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doga
Elemento costitutivo dei fusti di legno da liquidi (barili e botti: d. arcuate, mastelli, tini: d. diritte). Le d. più pregiate per vasi vinari e per liquori sono quelle di specie quercine, di castagno e di gelso; legnami andanti come il pioppo, il salice, l'ontano e gli abeti servono per recipienti da solidi; il faggio può pure servire ma deve essere escluso se destinato a contenere sostanze alimentari alle quali talvolta conferisce cattivo odore.
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dogherella
Doga di piccola dimensione.
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dominante e dominato (albero)
Specificazioni indicanti che la chioma dell'albero si trova tutta o per buona parte sopra o sotto lo strato costituito dalle chiome degli alberi vicini.
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doppio alburno o lunatura
Anomalia nella duramificazione del legno per la quale invece di avere il cuore circondato dall'alburno, questo compare anche in una zona intermedia. È un difetto che si presenta raramente e che presumesi determinato da forti freddi o da altre cause che hanno interrotto gli scambi di sostanze in direzione radiale.
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dormente o dormiente
Termine usato per indicare un elemento costruttivo o portante in legno la cui funzione richiede una posizione orizzontale su appoggio continuo: così le banchine delle costruzioni edili, le traversine ferroviarie, i grossi e corti tronchi seppelliti nel suolo per gli ancoraggi delle teleferiche forestali, ecc.
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dosse
Termine francese per sciavero.
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dosse (segati «sur»)
Tavolame ottenuto segando un tronco (p. es. all'alternativa multilame) in tavole parallele ad una unica direzione, di guisa che la tavola centrale è in direzione diametrale, ma tutte le altre sono via via tangenziali a successivi anelli di incremento. Tale sistema di segagione mette in evidenza il fenomeno dell'imbarcamento, di tutte le tavole, eccezion fatta di quella centrale.
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dovetail
Termine inglese per indicare incastro a coda di rondine.
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drapé (effetto)
Indicazione usata nel commercio dei legnami per una particolare figura presentante dei disegni informa di drappeggiatura, dovuta per lo più a sporgenze sul fusto è frequente nei mogani d'Africa.
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dressed and headed
Specificazione inglese del commercio dei legnami, abbreviata in d. and h. che significa squadrato e intestato.
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durame o duramen o mascello o cuore del
Parte interna del fusto degli alberi nella quale le cellule sono morte e non svolgono più funzioni biologiche essenziali. Questa cessazione di attività è talora accompagnata dalla cosiddetta duramificazione apparente, cioè dalla deposizione nell'interno del lume cellulare di sostanze (tra le quali prevalgono i tannini) che per la loro tinta conferiscono al legno una colorazione più scura o quanto meno diversa da quella dei tessuti della parte esterna in questo caso il legno viene detto differenziato (quercia, larice, ebano). Le sostanze depositate nel d. contribuiscono per la loro natura chimica ad aumentare la resistenza del legno agli attacchi dei funghi e degli insetti: in qualche caso dal d. può addirittura farsi una conveniente estrazione di coloranti, di profumi (legno rosa) o di prodotti chimici diversi.
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ebanisteria
Arte della lavorazione dei legni fini per farne mobili di pregio, oggetti di lusso e di decorazione. L'e. comprende anche l'intarsio, che si riferisce però più specificatamente ad una particolare tecnica di lavoro.
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