Glossario del Legno

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Termine Definizione
travame o travatura
Denominazione complessiva di quegli assortimenti legnosi a sezione rettangolare (travi) destinati a fornire elementi portanti per strutture da tetto, per solai, per mensole, per pezzi sottoposti a flessione o per costruzioni in genere. Il t. (e di conseguenza le travi) si distinguono in t. a spigolo vivo se in ogni punto della lunghezza la sezione è un rettangolo, t. a smusso se invece di inscrivere esattamente un rettangolo nella sezione circolare la spianatura con le quali si ottengono le facce è incompleta onde la sezione è ottagonale, composta cioè di 4 segmenti rettilinei e quattro archi (smussi) corrispondenti al cerchio originario. Nelle t. a smusso, specie se lunghe, la lavorazione di spianatura non si estende mai a tutta la lunghezza ma ad una porzione più o meno grande: a seconda delle modalità si hanno le travi dette Uso Trieste, Uso Fiume, ecc.
travatura
In una costruzione intendesi per t. il complesso delle travi che entrano in una sua parte (p. es. nel tetto o nei solai).
travatura reticolare
Struttura portante costituita da un sistema triangolato piano di aste rigide collegate in nodi (teoricamente con cerniere). Ne sono tipici esempi la maggior parte delle capriate o incavallature da tetto, sia in ferro che in legno.
traversa
Un pezzo orizzontale in un telaio o in una struttura.
traversina (traversa) ferroviariaria.
Sostegno delle rotaie fatto con una corta trave di legno grossolanamente squadrata. La sezione normale è attualmente di 26 x 15 cm con lunghezza di 2,60 mper la prima categoria, 23 x 13,5 cm con lunghezza di 2,51 m per la seconda.
travetto
Termine del commercio del legname per indicare un segato a 4 facce parallele: i lati della sezione rettangolare possono variare da 6 a 16 cm; la lunghezza da 2,5 a 6 m.
treccia
Striscia di piccola larghezza intessuta con paglia di frumento o trucioli di salice e pioppo e destinata alla fabbricazione di cappelli, borse, cinture e altri oggetti di arredamento o fantasia. La lavorazione in paglia di frumento era tipica dei dintorni di Firenze ma è ora pressocchè del tutto abbandonata; quella in trucioli di salice o pioppo continua nelle province di Firenze (Signa) e Modena (Carpi). Questa tipica lavorazione artigianale deve attualmente lottare contro la produzione giapponese.
treggia
Veicolo usato nelle località di montagna ove le strade malagevoli non consentono l'impiego di mezzi più razionali. E' costituito essenzialmente come una slitta, e cioè consta di due pattini di legno, opportunamente incurvati all'estremità anteriore, sui quali è fissato un cassone o un telaio di foggia varia su cui viene caricato il materiale da trasportare. Un timone, spesso rudimentale, serve per il traino umano o animale.
tristrato
Vedi "strato".
trivella
Utensile analogo al succhiello ma di maggiori dimensioni, destinato a praticare buchi nel legno. Analogo attrezzo, ma con diametro giungente sino a 70-80 cm e lunghezza sino a 1 m, viene usato per aprire buchi nel terreno: è azionato da motore apposito o da presa di forza di un trattore. In questi ultimi anni si è largamente diffuso per le piantagioni forestali e soprattutto per le coltivazioni industriali a pioppo.
tronco
Nelle piante legnose indica il fusto o una sua parte. Negli animali superiori indica l'insieme del collo, torace, addome e bacino.
tronco da sega
v. taglia.
truciolato
Sono realizzati con scarti di legno sminuzzati finemente, pressati e incollati in modo da formare pannelli di varie dimensioni e spessori. Nella maggior parte dei casi vengono rivestiti con formica o materiali plastici e si trovano nei piani di lavoro delle cucine moderne o nelle ante e montanti degli armadi da camera o delle librerie componibili dei salotti. Il truciolato non tollera l'umidità e quando si bagna la sua struttura si gonfia facendo sbollare anche il rivestimento sovrastante.
Il truciolato può venire anche impiallacciato in modo da offrire un aspetto simile a quello del legno massello mentre i bordi possono essere rivestiti con bordini termoadesivi. Una particolare lavorazione del truciolare, la laminatura, consente al truciolare stesso di assumere una particolare rigidità e resistenza grazie all'applicazione, sulle due facce, di fogli di resina melamminica di vario colore (bianco, sabbia, beige, ad imitazione del legno, ecc.).
L'unica difficoltà che presenta il truciolare è la scarsa attitudine a trattenere le viti in quanto si sbriciola facilmente nelle zone immediatamente a contatto con la filettatura della vite. Per questo motivo bisogna usare particolari viti, dette appunto “per truciolare”, simili a quelle autofilettanti per il ferro.
Il truciolare nobilitato, sinonimo di truciolare laminato, cioè dotato di laminatura con resina melamminica che lo rende particolarmente rigido ed adatto a costituire la base per mobiletti. Quando il truciolare è nobilitato su entrambe le facce si dice anche è binobilitato.
truciolo
Striscia di legno, avente lunghezza e larghezza varia, ma comunque di minimo spessore, che si ottiene dall'azione del ferro durante la lavorazione di un pezzo di legno con la pialla o con la fresa.
tubi cribrosi
v. cribri.
tung oil
v. olio di legno della Cina.
turapori
Sostanza usata per occludere i pori del legno, in modo che il successivo trattamento superficiale non venga troppo assorbito.
turno
Termine forestale per indicare il periodo di tempo che intercorre tra due utilizzazioni definitive (cioè di maturità) del soprassuolo di una data particella boschiva. Nel caso di fustaie coetanee con rinnovazione da seme nell'anno del taglio, turno ed età delle piante all'utilizzazione coincideranno; se viceversa la rinnovazione artificiale avviene con piantine di vivaio turno ed età delle piante a maturità differiranno soltanto per gli anni passati dalle piantine in vivaio. Se la rinnovazione è naturale, ma proviene da un trattamento a tagli successivi, il turno si commisurerà all'anno centrale del periodo di sementazione. Per i boschi disetanei la nozione di turno boschivo è invece meno evidente, giacchè non si tratta in essi di tagliare tutto il soprassuolo ad una data età ma bensì di utilizzare alberi saltuariamente distribuiti sull'intera superficie mano a mano che essi raggiungono le dimensioni di maturità: per essi è quindi più opportuno parlare di età media di maturità, e più che non alla scelta del turno conviene procedere alla scelta del diametro di recidibilità e della provvigione normale. Nel caso di cedui semplici il turno sarà esattamente eguale all'età dei polloni tagliati, mentre nei cedui composti vi sarà da distinguere il turno dei polloni (in anni) da quello delle matricine (multiplo din). La scelta del turno conveniente per un dato bosco deve essere fatta con uno studio attento dell'incremento del bosco, dei prodotti che se ne possono trarre e delle condizioni di mercato.Si distinguono i seguenti turni:turno di massima produzione legnosa o t. fisiocratico: è l'età alla quale l'incremento medio è massimo (ed è uguale all'incremento corrente); esso è tanto maggiore quanto più la stazione è sterile e la specie legnosa di lento accrescimento; turno finanziario: è l'età per la quale si verifica il massimo del reddito fondiario, e cioè del valore forestale del fondo nudo di un bosco già costituito da tempo, a redditi perpetui e costanti; turno economico: è l'età per la quale si verifica il massimo del valore capitale di un bosco assestato. Esso è sempre maggiore del t. finanziaro; turni speciali (detti anche tecnici, o diversamente) sono infine quelli coi quali si possono ottenere dal soprassuolo determinati assortimenti legnosi imposti dalle necessità del proprietario o da particolari richieste del mercato.
tutore o sostegno agricolo
In agricoltura albero (t. vivo o marito) o palo o comunque sostegno (t. morto) profondamente infisso nel suolo per sostenere piante rampicanti oppure per aiutare piante di giovane età (particolarmente fruttiferi o piante da viale) a crescere diritte ed a resistere alle sollecitazioni date dal vento, neve, ecc. Quali t. vivi si usano spesso l'acero e l'olmo, mentre per i t. morti servono i pali di castagno, robinia e quercia (oltre che di cemento).
u.s.
Abbreviazione usata nel commercio dei legnami in luogo della dicitura inglese: unsorted = materiale di una partita non suddiviso in varie scelte.
U/a
Abbreviazione inglese del commercio dei legnami per unassorted = non qualificato (cioè di cui non è precisata la qualità o scelta).
U/S
Abbreviazione inglese di unsorted softwoods = legnami resinosi non qualificati (cioè dei quali non è precisata la qualità o scelta).
ugnatura
Taglio ad angolo eseguito nella testa di un pezzo.
umidità del legno
Nelle piante viventi l’u. del legno dipende dalla circolazione dei succhi; nei legnami abbattuti dipende dallo stabilirsi di un equilibrio tra l’ambiente in cui si trova il legno ed il legno stesso.
unb
Abbreviazione usata in Germania ed in Austria nel settore legnami per indicare unbesäumt = non refilato.
ungeh
Abbreviazione usata in Germania ed in Austria nel settore legnami per indicare ungehobelt = non piallato.
unione
Tecnica per congiungere due pezzi mediante parti che penetrano una nell'altra e vengono fermate con colla, spine o altro. Esistono anche unioni smontabili.
universale (macchina da legno)
v. combinata.
upset
Termine inglese per indicare minute fratturazioni nella direzione trasversale di un pezzo di legno.
uso Cadore, uso Fiume…
Denominazioni impiegate nel commercio dei legnami resinosi da costruzione per indicare travi squadrate, generalmente con l’ascia, secondo particolari modalità di smussatura.
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