Glossario del Legno

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Termine Definizione
tavole di cubatura
Tavole numeriche che forniscono il volume di un fusto legnoso di data specie in funzione del diametro a 1,30 m (t. di c. ad una entrata) oppure in funzione del diametro a 1,30 e dell'altezza (t. di c. a doppia entrata). Le t di c. sono utilissime e dànno risultati attendibili nella determinazione della cubatura di un numero abbastanza elevato di fusti, ma non possono viceversa servire per un fusto isolato. Si distinguono in locali se sono state determinate per un dato bosco, e generali se la loro validità si estende a tutti i boschi di una regione (sempre beninteso limitatamente ad una specie legnosa) dendometriche se forniscono il volume del fusto con ramaglia o cormometriche se forniscono quello del solo fusto atto a lavoro.
tecnologia
L'accezione generale del termine, equivalente a “studio delle tecniche di lavorazione”, viene spesso esteso nel senso di includere nella t. di una data branca anche lo studio dei materiali da lavorare, specialmente nel caso in cui detti materiali non siano correntemente e sufficientemente studiati da altre discipline di un dato piano di studi. Così ad esempio nella t. del legno una parte della materia si occupa dello studio delle caratteristiche del legno in quanto senza la loro conoscenza non si possono assolutamente studiare le tecniche di lavorazione.
telaio
Struttura portante piana, i genere rettangolare, realizzata unendo in modo opportuno quattro o più listelli. Se il telaio è rettangolare, gli elementi verticali si chiamano montanti e quelli orizzontali traverse.
teleferica forestale
La t. f. è un impianto destinato al trasporto dei prodotti legnosi per mezzo di un carrello scorrente su di una fune metallica. Se ne distinguono tre tipi principali: monofune, bifune e trifune. Prototipo delle prime è la monofune fissa o palorcio o teleforo o filo a sbalzo, costituito da una fune sulla quale vengono fatti scendere i carichi per sola gravità e senza controllo alcuno o frenatura: serve essenzialmente al trasporto in discesa di materiale di piccola dimensione quale legna da ardere, da carta, da tannino. Pure usata è la monofune mobile composta da un anello continuo di fune, alla quale sono collegati i carichi, posto in movimento per mezzo di un motore o anche per semplice gravità. Nel tipo bifune una delle funi di maggior diametro, forma la via su cui passano i carichi (fune portante) mentre l'altra, che si avvolge su un argano, regola la velocità di discesa nei sistemi a gravità, o di risalita nei sistemi azionati da motore (fune traente). Nel tipo trifune si ha una fune di maggior diametro quale fune portante per i carichi, una di diametro medio per il ritorno dei carrelli (portante scarica), ed una di piccolo diametro, ad anello continuo, quale fune traente. Le teleferiche forestali sono di estrema utilità per le utilizzazioni forestali nelle zone di montagna: con esse si possono trasportare anche tronchi di oltre 1 m3, con prestazioni giornaliere toccanti anche 100 m3.
teleforacee
Famiglia di Basidiomiceti Imenomicetali comprendente funghi per lo più lignicoli, saprofiti ed incrostanti. Corpo fruttifero membranaceo, cuoioso, suberoso, legnoso o ragnateloso, sessile o peduncolato, imbutiforme, ad orecchio, ecc. L'imenio occupa la parte superiore verrucosa del corpo fruttifero nelle forme sessili appressate al substrato, e quella inferiore nelle forme peduncolate. Fra le specie più dannose sono da menzionare: Corticium vagum B. et C. che può aggredire le radici, il colletto e la porzione basale dei fusticini dei semenzali causandone la morte; Stereum frustulosum (Pers.) causante l'occhio di pernice del legno di quercia; Stereum hirsutum (W.) carie bianca del legno di quercia; Stereum purpureum (Pers.) mal del piombo dei fruttiferi.
teleforo
v. palorcio.
temprato
Trattato ad alta temperatura in modo da cambiare le proprietà fisiche. Il tagliente di un attrezzo è sempre temprato, ma può perdere le sue caratteristiche se riscaldato troppo, ad esempio sulla mola.
tenone
Parte terminale di un pezzo tagliata con due spalle in modo da ridurre lo spessore a un terzo circa; viene inserito in un apposito foro rettangolare, la mortasa, per realizzare un'unione stabile e robusta.
tenore di umidità
Contenuto di umidità di una sostanza espresso in parti d'acqua per 100 parti in peso della sostanza: occorre sempre dare l'indicazione se il peso della sostanza è al secco o allo stato umido. Per es. un tenore normale di umidità del legno è quello per il quale l'acqua è in ragione del 12 % del peso assolutamente secco del legno. Per l'aria ambiente lo stato igrometrico si indica meglio con l'umidità relativa.
tensione (legno di)
v. legno di tensione.
terèdine
Genere di Molluschi viventi nell'acqua marina e noti fin dall'antichità per i danni che provocano ai legnami immersi. Essi hanno l'apparenza di grossi vermi con lunghezza da 10 a 20 cm a seconda delle specie e del clima diametro trasversale sotto i 20 mm. La parte cefalica è protetta da due valve calcaree a conchiglia, scabre per piccoli rilievi paralleli finemente dentati: secondo alcuni è il movimento rotatorio a va e vieni di tali valve che consente all'animale appena schiuso dall'uovo di penetrare nel legno, altri viceversa imputano la penetrazione all'azione chimica di speciali secrezioni dell'animale. Comunque il legno abraso fornisce il cibo durante il lungo periodo di sviluppo: le gallerie possono penetrare a notevole profondità nel legno e sono rivestite di una specie di crosta calcarea. La difesa del legno immerso in acqua marina (chiglie di navi, moli, pontili, ecc.) non è facile e viene per lo più affidata a protezioni meccaniche avendo gli antisettici dato risultati poco soddisfacenti, almeno sino ad ora.Le specie di t. più frequenti nei nostri mari sono la Teredo navalis L. e la T. utricularis Gmel.
tèrmiti o isòtteri
Ordine comprendente insetti terrestri di piccole o medie dimensioni, polimorfici e viventi in grandi società. Hanno antenne moniliformi o multiarticolate; occhi e ocelli ridotti o mancanti apparato boccale masticatore; ai presenti in numero di quattro solo nelle forme adulte sessuate normali, simili fra di loro, allungate e membranose, sovrapposte orizzontalmente sul dorso; zampe ambulatorie con tarsi quasi sempre di quattro articoli; addome allungato, provvisto di cerci corti o cortissimi. Forme pseudoametabole o eterometabole. Regime dietetico onnivoro. Le colonie sono composte di una casta riproduttiva (reali) e da una casta sterile (operai e soldati), tutte e due rappresentate da individui d'ambo i sessi. Costruiscono nidi a struttura variabilissima, le specie più primitive vivono nel legno morto, altre nei pali, travature, mobili, ecc., altre ancora nel terreno. Vari generi, e particolarmente quelli della Famiglia Metatermitidi, viventi in Africa ed in Australia, fabbricano, con terra cementata mediante saliva e secrezione intestinale, dei nidi complicatissimi e talora giganteschi.In Italia vivono solo due specie: Calotermes flavicollis Fab. Si spinge a nord fino alla Toscana,e, lungo il litorale, fino in Liguria. Non ha una casta speciale di operai ed i lavori sono disimpegnati dagli altri individui della colonia. Gli alati compaiono da luglio ad ottobre e sciamano per fondare nuove società. Non è molto dannoso vivendo nel legno necrosato di alberi, particolarmente dell'olivo. Reticulitermes lucifugus Rossi. Ha la stessa distribuzione geografica della specie precedente ma vive in colonie assai più numerose nel legno di alberi morti, nelle travi, nei mobili, ecc. Nei nidi di questa t. non è mai stata trovata, in Italia, una coppia reale vera, al suo posto vi sono centinaia di regine di complemento. E spesso assai dannosa invadendo le case e passando da un piano all'altro invisibilmente attraverso gallerie coperte. Si può combattere iniettando nell'interno delle sue escavazioni del solfuro di carbonio, oppure prevenendo gli attacchi con il trattamento di tutte le parti in legname con adatti antisettici, quali lo Xylamon.
termòstato
Recipiente a forma di cassa o di armadio, isolato termicamente rispetto all'ambiente esterno, nel quale con appositi dispositivi di regolazione è possibile mantenere costante la temperatura. I t. sono impiegati nei laboratori di ricerca per mantenere in vita le colture di microrganismi, funghi, insetti, ecc.
terza (tavolame di) o terza scelta
Tavolame con tare e difetti esclusi però i pezzi completamente marci o rotti.
terzera
v. corrente.
tesa cuba
Antica misura di volume sterico usata un tempo in alcune province per la legna od il fieno, con valore variabile da luogo a luogo
tessera
Denominazione usata talora nel linguaggio forestale in luogo di piedilista. Nelle industrie del legno con t. si intende altresì un piccolo pezzo di legno a superficie piana, pronto per la posa in opera (per es. tessere da pavimenti, da intarsi, ecc.).
tessitura del legno
Aspetto dei tessuti legnosi nei riguardi della dimensione degli elementi cellulari: t. fine è p. es. quella del legno di bosso, t. grossolana quella del legno di quercia. È ovvio che un legno ha la tessitura tanto più grossolana quanto più grande è il lume dei vasi e delle fibre.
tessuto
Insieme di più cellule disimpegnanti la stessa funzione biologica collegate tra loro e derivanti daila divisione di cellule formatesi in precedenza. I t. nei quali le cellule conservano indefinitamente la proprietà di dividersi sono detti meristematici od embrionali; se ciò più non si verifica i t. sono adulti o definitivi o somatici. I principali t. vegetali sono i t. parenchimatici o parenchimi; i t. meccanici o di sostegno; t. conduttori, i t. tegumentali; i t. secretori, destinati a elaborare particolari sostanze.
testa
Le superfici strette di un pezzo orientate nel verso della larghezza.
testa a testa (travi a)
Travi squadrate (per lo più con l'ascia) in guisa che la sezione non è un rettangolo (o quadrato) esattamente inscritto nel cerchio di sezione, ma comporta invece degli smussi nei vertici: la qualifica t. a t. indica che le travi devono presentare la grossezza stabilita in ambedue le estremità.
testa, di un martello
La parte battente metallica del martello incastrata al manico in genere mediante un foro detto occhio.
testone
Denominazione attribuita in qualche località, specie della Val Padana, alle capitozze di salice o platano scalvate periodicamente a brevi turni per legna da ardere.
texture (du bois)
Termine francese che letteralmente dovrebbe tradursi con tessitura. In realtà esso indica però un elemento diverso da quanto indicato da noi come tessitura, e precisamente significa la proporzione della zona tardiva (più compatta) nell'anello annuale.
tille o tilli
Vescicole che si formano nel lume dei vasi e che ne determinano l'occlusione parziale o totale. Essi si originano per accrescimento della parete delle cellule parenchimatiche attigue al vaso, e conseguente espansione delle stesse nel lume in corrispondenza delle aree non inspessite della parete del vaso. Le t. possono talora formarsi anche a seguito di traumi o di altre cause (per es. attacchi di funghi).
tillosi
Presenza di tille nell'interno delle trachee (o vasi) di un determinato tessuto legnoso. Conseguenza della t. è il rallentamento o addirittura la cessazione totale del passaggio delle soluzioni. È uno dei fenomeni che accompagnano la formazione del durame.
timber
Termine inglese per indicare un albero in piedi, di dimensioni commerciali, oppure un albero abbattuto od un tronco adatto a segagione. Se applicato a legname lavorato indica pezzi nei quali nessuna dimensione è sotto i 10 cm.
tirasucchio o ale
Pollone che tra quelli di una ceppaia ha sviluppo inferiore agli altri e che all'atto dell'utilizzazione conviene sia rilasciato sia perchè non dà un prodotto apprezzabile, sia perché il suo mantenimento è di incentivo ad una buona produzione di nuovi polloni.
tolleranza
Limite consentito nelle misurazioni di determinate grandezze (angoli, lunghezze, superfici,ecc.) oppure nei requisiti di qualità delle merci. Nel caso del legname le tolleranze comprendono sia le variazioni dimensionali in relazione ai patti contrattuali, sia la presenza di eventuali difetti ed anche, infine, una deficenza di stagionatura.
tombante
Denominazione che indica il legname segato (tavole e morali) come cade dalla sega, cioè nel suo assieme, escluso per lo più il marcio e lo spaccato. I particolari variano però da zona a zona di produzione: talora, ma non sempre, tombante è considerato sinonimo di monte.
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